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Sars-CoV-2: la ‘selva oscura’ delle varianti. Il Prof. Giulio Tarro spiega il “perché non andare nel panico”

AOSTA – “Parliamo di un quadro che non andrebbe esagerato con allarmismi privi di fondamento e ancor meno di prove scientifiche“.

Invita, con slancio, alla fiducia: “La fine della pandemia da Covid19 é in vista, secondo quanto conferma una ricerca americana, pubblicata, il 6 agosto, sul ‘Wiley Journals”.

Giulio Tarro

Il virologo Giulio Tarro, Direttore emerito dell’ospedale Cutugno, di Napoli, candidato al Nobel nel 2015, puntualizza: “Una immunità permanente non è ancora ottenuta, ma la chiave per uscire dalla pandemia è rappresentata, in primis, dalla vaccinazione e anche con l’azione anticorpale delle cellule delle persone che hanno contratto il virus e sono guarite“.

Introduce il problema delle varianti, numerose, insidiose, dotate di trasmissibilità notevole o meno. “Lo sancisce l’incrocio di decine di ricerche che fanno riflettere – sottolinea il Prof. Tarro -. E’ risaputo che i virus mutano di continuo e creano varianti, con cambiamenti irrilevanti nella maggior parte dei casi. Addirittura – informa il Virologo – alcune danneggiano il virus, altre possono renderlo più aggressivo, infettivo o minaccioso nella manifestazione della malattia”.

Il dibattito mondiale sui vaccini a mRna messaggero, metodo rivoluzionario a cui gli Scienziati si dedicano da oltre vent’anni, attesta la validità di questa tipologia di siero. Gli stessi Scienziati insistono come la strada da seguire sia la vaccinazione di massa per limitare la diffusione virale. La conseguente riduzione dell’impatto, diminuisce l’effetto delle varianti.

Ancora il Prof. Giulio Tarro: “Stando a quanto divulgato dal CDC, l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, ad oggi, negli Usa non sono state identificate varianti ad alto rischio. Dopo le varianti Alpha, Beta e Gamma è salita alla ribalta la variante Delta, caratterizzata da una trasmissibilità pari al 60% in più rispetto alla variante Alpha. Variante Delta, responsabile prioritaria della seconda ondata’ in 98 Paesi del mondo. E contro questa variante sono risultati meno efficaci i pur validi anticorpi monoclonali”.

Rassicura su un aspetto di fondamentale importanza per la serenità dei cittadini: “Non abbiamo prove che la ‘Delta’ o una qualsiasi delle altre varianti, causino malattie più gravi per la stragrande maggioranza delle persone. Il rischio – conclude il Virologo Giulio Tarro – rimane, semai, più alto per chi ha altre patologie concomitanti e per le persone anziane. Come con la Sars-Cov-2 originaria”.

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