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Rincari ‘fuori controllo’ di pane e pasta. Bovio: “Per il momento, manteniamo gli stessi prezzi”

AOSTA – Dopo gli aumenti da incubo di benzina, luce e gas, arriva la mazzata del balzo da capogiro di pane e pasta, i due alimenti base della cucina italiana, prioritari nella dieta mediterranea.

Rincari oltre ogni previsione collegati al rialzo del 81% della farina.

L’allarme viene lanciato da Federconsumatori: “Sta diventando sempre più grave la situazione degli aumenti dei costi riferiti a prodotti alimentari di prima necessità – si legge in una nota – conseguenti all’aumento delle materie prime. Sollecitiamo un’interrogazione parlamentare mirata a fare chiarezza su questo incremento dei prezzi e a scongiurare l’ipotesi che questo diventi una ghiotta occasione di speculazione. Non a caso – sottolinea Federconsumatori – abbiamo interessato l’Antitrust“.

E’ forte la preoccupazione di doversi confrontare con “intollerabili fenomeni speculativi – scrive la Federazione – che andrebbero ad aggravare i già forti rincari in atto, con notevole danno alle famiglie e all’intero sistema produttivo”.

Un clima meno rovente identifica la situazione regionale. Bruno Bovio, contitolare di uno dei panifici fra i più conosciuti della Valle d’Aosta, rassicura: “Ad oggi – dichiara – non abbiamo applicato alcun aumento. Siamo in fase di valutazione”.

E’ noto come, soltanto ieri, ci sia stato un forte aumento del costo del grano. Siamo in attesa delle fatture dei nuovi rincari. Ragioneremo su questi dati oggettivi. Non intendiamo definire aumenti insensati. Non rientra nello nostro modo di lavorare. Se saremo costretti, lo faremo con dati alla mano”, assicura Bovio, portando un paragone emblematico sul rialzo dei costi dei prodotti alimentari, anche di quelli meno pregiati: “Lo strutto, materia prima che nell’ante Covid costava un euro e venti al chilo, oggi è arrivato a 1 euro e 75. Un aumento del 40%. E non stiamo parlando di una materia prima di particolare importanza. E’ tutto da vedere – ribadisce -. E’ logico che non potremo sottrarci all’aumento dei prezzi se, anche a noi, arriveranno fatture più ‘pesanti’ del solito”, chiude Bruno Bovio.

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