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Riduzione dei ghiacciai, siccità e aumento generale dei prezzi. Geologo Secchieri: “I fiumi? Una vena senza sangue”

AOSTA – Fiumi in secca: la realtà con cui conviviamo e conviveremo a lungo se non verranno realizzati provvedimenti drastici riferiti ad un rispetto consapevole dell’Ambiente.

La prova siccità a cui è sottoposta l’Italia è riassunta nei numeri: da dicembre 2021 a febbraio 2022 neve e pioggia sono calate, rispettivamente, del 60 e dell’80 per cento, in confronto alla media stagionale. Situazione acuita da un inverno primaverile. Conseguenze? Spicca l’aumento, senza freni, dei costi di generi alimentari di prima necessità, oltre che delle spese di luce, gas, carburanti, imposti dalle pesanti difficoltà di rifornimento idrico.

Franco Secchieri

Franco Secchieri, Geologo, fondatore del Servizio Glaciologico Italiano, nonché esponente del Comitato Scientifico del CAI, parla a chiare lettere: “Una situazione drammatica per l’approvvigionamento idrico. In Valle d’Aosta, come nel Triveneto, la situazione dell’innevamento è ai minimi storici. Cosa ci attende questa estate? Previsioni molto difficili, quasi impossibili. Nessuno, d’altronde, poteva presagire i centoventi giorni di siccità. Abbiamo preso atto che non c’è neve – sottolinea – e qualora nevicasse sarebbe, comunque, un palliativo”.

Il fiume Po

Scende in dettaglio esemplificando con la situazione delle valli del Po, il fiume più lungo d’Italia: “Sono fangose, senza acqua. E il fiume non si è mai presentato in secca come quest’anno“.

Monte Cervino

Si sofferma, poi, sui Quattromila d’Europa della Valle d’Aosta: “Innevati, senz’altro, ma con un manto nevoso inferiore alla normalità. In questo caso, non è difficile prevedere una stagione estiva tribolata. Seppure – puntualizza il Geologo – la Valle d’Aosta è, di sicuro, privilegiata rispetto ad altre Regioni del Nord. E’ opportuno, in ogni caso, porre la massima attenzione allo spreco idrico”.

Riduzione dei ghiacciai e cambiamenti climatici: realtà risalente a trent’anni fa, periodo che costituisce l’unità di misura dello scioglimento dei colossi di ghiaccio. Nel 1993, il Geologo Franco Secchieri aveva lanciato l’allarme sulla loro riduzione.

Il benessere sociale si è sviluppato in una condizione idrica talmente abbondante da non prendere in considerazione che, un giorno, avrebbe potuto confrontarsi con la siccità. Ora, la Natura ha presentato il suo conto. I nostri acquedotti sono un ‘colabrodo’. E c’è ancora chi innaffia l’orto con acqua potabile”.

Un autentico sfregio verso quelle popolazioni mondiali devastate dalla continua, consistente carenza del bene più prezioso per l’umanità. Una mancanza che, in questa area dell’emisfero, potrebbe portare ad una carenza di pane, alimento di prioritaria necessità.

Campo di grano arso dalla siccità

I contadini – specifica Franco Secchieri – non hanno risorse idriche sufficienti per innaffiare il frumento. Che dire, inoltre, degli incendi boschivi, sempre più frequenti a causa della siccità e delle notevoli difficoltà di spegnerli in quanto gli aerei Canader non possono disporre di acqua sufficiente“.

Porta, in chiusura, un paragone emblematico, toccante: “I fiumi sono diventati una vena senza sangue, destinati ad una fine inesorabile”.

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