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Riavvio discoteche solo all’aperto, presidente Silb Vda Napoli: “Ballano ovunque. Mi batterò per il rispetto delle regole”

AOSTA – Sì alla riapertura delle discoteche, ma con due clausole: ballo nello spazio esterno e un’accoglienza ridotta del 50%.

Un via libera del Governo Draghi che non interessa la Valle d’Aosta, Regione alpina in cui la presenza di discoteche con aree esterne è quasi inesistente.

Il ‘Fashion’, di Quart, dispone di uno spazio esterno molto ridotto e, inoltre, i titolari hanno scelto, da tempo, di aprire in rarissime occasioni, durante la stagione estiva.

La discoteca Discoclub, di Gressan, potrà riaprire, ma l’area aperta è ridotta e, se si conta il taglio della metà dei frequentatori, la ripresa potrebbe equivalere a incassi impari rispetto alle spese.

Michele Napoli

Michele Napoli, titolare del ‘Fashion’ e Presidente Silb-Fipe Valle d’Aosta, parla chiaro: “Me lo aspettavo. Davo per scontata la riapertura solo per le discoteche con spazi esterni – dichiara -. Il problema, semai, è un altro ed è molto più serio. Ballano ovunque. Ricevo video, da tutta Italia, dove si vedono giovani ballare nei bar, nei locali aperitivo, nei pub. I titolari hanno la licenza?” – interroga -. Non solo. Non esiste il rispetto delle regole. Si vedono persone che si abbracciano e ballano a contatto ravvicinato, senza il minimo scrupolo di poter riaccendere il contagio. Poi, però, esigono l’esibizione del ‘green pass’, all’interno. Che controsenso! Mi batterò molto su queste inammissibili e insidiose trasgressioni. In Valle d’Aosta, sono poco più di una decina i locali pubblici con licenza per il ballo. E tutti gli altri?”, sottolinea Michele Napoli.

Galvanizzato il presidente nazionale Silb-Fipe Maurizio Pasca: “La riapertura in area aperta è un primo passo verso la direzione auspicata“. Nel contempo, sollecita il Governo affinché stabilisca la data precisa del riavvio e le limitazioni all’ingresso.

Discoteche, le prime a chiudere all’esplosione della pandemia e le ultime a riaprire con la situazione contagi in consistente regressione. La data della ripresa? Nulla di certo. Si vocifera il 3 luglio, ma anche nel fine settimana successivo. L’attesa è lunga e sfibrante per i proprietari di uno dei comparti più penalizzati da questa emergenza sanitaria mondiale.

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