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Riapertura di discoteche e palestre? Un rebus di difficile soluzione

AOSTA – ‘Siamo a zero’, sbottano i titolari e i gestori di discoteche e palestre, stanchi, delusi, ma pronti ad incontrare i governatori centrali per sollecitare la riapertura delle due strutture “le prime a chiudere, le ultime ad aprire”, ricordano titolari e gestori delle due strutture.

Aprire, un verbo divenuto l’incubo di chi continua a sostenere consistenti esborsi senza incassare l’equivalente di un caffé. Uno stillicidio con cui convivono da quasi due anni. Uno ‘stop’ dettato dalla pandemia che, ad oggi, meriterebbe un’altra prospettiva. “Danni incalcolabili”, sottolineano coloro che si confrontano con una situazione ‘congelata’.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha pronto un fondo di 140 milioni quale primo sostegno delle due attività. Più in dettaglio, per discoteche e sale da ballo sono previsti 25 mila euro come contributo massimo. Palestre e impianti sportivi possono chiedere un ristoro di 12 mila euro.

“Contributi più che doverosi per entrambe le attività, costrette ad una chiusura più prolungata rispetto ad altre – ha dichiarato il Ministro del Mise Giancarlo Giorgetti a Tgcom 24 -. Hanno pagato, e continuano, un prezzo molto più alto di altre categorie. Iniziamo con questo fondo che, però, può essere rifinanziato, se sarà necessario”.

I termini per l’avvio della richiesta da parte dei beneficiari verranno comunicati dall’Agenzia delle Entrate che procederà, poi, all’accreditamento diretto del contributo, a fondo perduto.

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