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Quarta dose vaccino, Presidente Gimbe Cartabellotta: “Un vero flop”

AOSTA – “Dopo un mese e mezzo dalla somministrazione della quarta dose di vaccino anti Covid ai pazienti ‘fragili’, le esigue coperture e le rilevanti differenze regionali, documentano un vero e proprio flop, alimentato dal senso di diffidenza per un ulteriore richiamo“.

Nino Cartabellotta

Esplicito Nino Cartabellotta, Presidente di Gimbe, ma anche preoccupato per l’andamento di una immunizzazione importante, se non fondamentale, nella popolazione anziana e con malattie pregresse.

“Ecco perchè – riprende – la somministrazione alla platea recentemente allargata agli over 80, ospiti delle RSA e a persone nella fascia di età 60/79 con patologie concomitanti, non può più essere affidata, esclusivamente, all’adesione volontaria, ma richiede strategie di chiamata attiva, di fatto mai attuata in maniera sistematica”.

Il ‘vertice’ del Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze sottolinea il ‘fermo’ della campagna vaccinale, puntando, in particolare, sulla terza dose: “La copertura procede molto a rilento. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità – dichiara – dimostrano che l’efficacia sulla diagnosi rimane stabile dal 47,4% per i vaccinati con due dosi, entro novanta giorni, al 47% per i vaccinati da più di 120 giorni, per, poi, salire al 66,4% dopo il richiamo”.

Nino Cartabellotta argomenta la situazione nell’imminenza delle festività pasquali: “Tutti gli indicatori della malattia certificano una fase di plateau, con la circolazione del virus ancora molto elevata. Per tale ragione, rimane indispensabile mantenere comportamenti prudenti, evitando assembramenti e, soprattutto, utilizzando la mascherina negli ambienti chiusi”.

Una raccomandazione in sintonia con buona parte dei Governatori. La mascherina al chiuso è considerata una protezione indispensabile per evitare il contagio dalla stragrande maggioranza di Infettivologi, Virologi e Immunologi; alcuni, per contro, ritengono questo ‘copriviso’ ormai, superato, visto il consistente calo dei ricoveri nei reparti ordinari degli ospedali e, in particolare, nelle Terapie Intensive.

La scadenza dell’utilizzo della mascherina al chiuso è fissata al 30 aprile. Dal 1 maggio, gli italiani potranno entrare in qualsiasi struttura a viso scoperto. A Palazzo Chigi il confronto tra le forze politiche è serrato. Ma, ad oggi, non si hanno ancora notizie nel merito. E l’eventuale libertà di scelta potrebbe trasformarsi in un insidioso ‘boomerang’, considerato il permanere di una consistente presenza del virus, in tutte le fasce di età, tra l’altro.

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