Press "Enter" to skip to content

Profughi accolti a Fénis, sindaco Nicoletta: “Commovente la loro gratitudine, l’educazione dei bambini

FENIS – La popolazione di Fénis è ‘aumentata’ per una finalità nobile: l’accoglienza a 43 profughi ucraini, donne e, più della metà, bambini. La piccola comunità è stata sistemata nella palestra comunale dove la Protezione civile ha provveduto alla sistemazione dei letti e provvederà alla preparazione dei pasti nell’area pique- nique di Tzanté de Bouva. Un’oasi’ nel paese ideale anche per favorire la socializzazione tra profughi, residenti e, soprattutto, bambini. Una sistemazione provvisoria, ma curata con grande slancio da Ugo, il volontario dotato di grande sensibilità e gentilezza.

Mattia Nicoletta

Ho vissuto un’esperienza straziante. Sono padre di due bambine piccole e vedere quei coetanei con un semplice sacchetto in mano mi ha commosso. Bambini spaesati, ma composti, dotati di un’educazione esemplare. Ho donato loro dei giocattoli e, senza esitazione, mi hanno detto ‘Spasiba’. Un grazie che vale un’immensità”.

E’ il commento del sindaco Mattia Nicoletta che, a stento, riesce a trattenere le lacrime. Si percepisce la sua commozione nel descrivere l’incontro con queste persone devastate dal conflitto scatenato dal Presidente della Federazione russa Vladimir Putin.

Palestra comunale

Una guerra che li ha privati di tutto, ma non della loro dignità. “I loro sguardi parlavano. Mamme e bambini che esprimevano la loro gratitudine con un leggero sorriso. La quasi totalità ha chiesto soltanto il visto di tipo turistico della durata di novanta giorni. Il desiderio è di ritornare nel Paese che, seppure raso al suolo, rappresenta la loro vita”.

Dopo la revisione, il visto diventerà di tipo politico e nel lungo periodo. Il desiderio di rimpatriare spinge tutti i profughi arrivati in Valle dAosta a chiedere un visto breve; una sorta di scaramanzia, di augurio per un ritorno in Patria il più celere possibile.

Area Tzanté de Bouva
Palestra trasformata in dormitorio

Il senso di ospitalità che, da sempre, caratterizza gli abitanti della Valle d’Aosta, si è già espresso ai massimi livelli. Molte famiglie hanno offerto alloggi sfitti o accoglienza in casa propria al gruppo di profughi. E, non è difficile prevedere che tra bambini impiegheranno attimi per socializzare e comprendersi. Il linguaggio dei cittadini più piccoli è universale. Ma, in questi casi di estrema emergenza lo diventa anche quello fra adulti.

Alcuni sono risultati positivi al Covid e, quindi, trasferiti in uno dei Covid hotel allestiti dalla Regione – fa sapere il sindaco -. Attendiamo i vari riscontri per, poi, definire i termini dell’accoglienza. Li ricorderemo, comunque, sempre, per la loro educazione, quel sorriso e quegli occhi che ringraziavano chi ha offerto loro la salvezza”, conclude Mattia Nicoletta.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram