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Prisma, satellite lanciato in orbita per ‘scrutare’ l’inquinamento ambientale del Pianeta Terra

AOSTA – Una missione tutta italiana avviata con l’obiettivo più importante del momento: monitorare lo stato di inquinamento atmosferico e l’impatto delle azioni dell’uomo sugli ecosistemi. Realtà che, come hanno appurato gli scienziati, è una delle cause prioritarie dell’attuale pandemia da coronavirus.

Prisma è un satellite dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), precursore iperspettrale della Missione Applicativa, un sistema di osservazione della Terra all’avanguardia, dotato di strumenti elettro-ottici, ideali per integrare un sensore iperspettrale con una macchina fotografica a media risoluzione, sensibile a tutti i colori, ovvero pancromatica.

E’ una corsa contro il tempo; una sorta di gara mondiale finalizzata a conoscere la situazione di stravolgimento ambientale per, poi, contrastarlo con dispositivi aerei, considerata l’imparità dei programmi realizzati, fino ad oggi, a livello terrestre. Monitoraggi che, per quanto iperprecisi, vengono surclassati dalla mole di agenti atmosferici prodotti dall’uomo e causa di aggressioni virali di notevole gravità.

Il lancio in orbita del satellite facilita la distinzione delle caratteristiche geometriche degli oggetti osservati e anche la composizione chimico-fisica della superficie terrestre.

“Prisma – spiega Tommaso Orusa dottore forestale dell’Università degli studi, di Torino, GEO4Agri DISAFA –che ha iniziato il suo viaggio nello spazio alcuni mesi fa a bordo di un lanciatore VEGA, completa l’offerta attuale dell’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito dell’osservazione della Terra. Un’osservazione basata, sino ad oggi, soltanto sui Radar ad apertura sintetica”.

Il satellite, lanciato dalla base di Kouru, nella Guyana francese, “é ancora in fase di prova – informa Tommaso Orusa -. Ma, una volta operativo, darà un contributo fondamentale al monitoraggio dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici e supporterà la gestione delle risorse naturali e delle emergenze”.

Descrive altri dettagli essenziali del satellite: “Ha il sensore attualmente più potente al mondo e la sua missione scientifica aprirà ad un maggiore approfondimento sui cambiamenti climatici e syulla pressione dell’uomo sugli ecosistemi”, chiude il dottore forestale, in attività nell’ateneo torinese.

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