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Piano nazionale gestione lupo fermo da quattro anni in Conferenza Stato-Regioni

AOSTA – Mito, realtà, leggenda. Il lupo questo conosciuto. Soggetto di studi secolari mai definiti. La gestione del carnivoro, che ha ripopolato le aree alpine, è argomento di discussione istituzionale; l’approdo ad una soluzione è, in ogni caso, uno dei tanti rebus che identificano la specie.

Duccio Berzi tecnico faunistico, di Firenze, uno dei coordinatori del programma nazionale di monitoraggio del lupo focalizza un concetto: “Ritengo sia un errore dividere la popolazione dei lupi alpini da quella appenninica. La popolazione italiana di entrambe le specie è in uno stato di conservazione soddisfacente“.

Duccio Berzi

E, a proposito del piano di gestione stagnante negli uffici romani, puntualizza le difficoltà annose e il disaccordo tra Regioni relative ad punto focale riguardante la specie: l’abbattimento in deroga.

Informa: “Le Regioni alpine hanno, più volte, espresso il loro consenso a questa forma di gestione. Sul fronte opposto le Regioni dell’Appennino. La base da cui partire – chiosa Duccio Berzi – penso sia, in termini prioritari, una buona gestione della conflittualità sociale per evitare l’insediamento in zone molto urbanizzate, nei distretti zootecnici”.

Si sofferma su uno degli aspetti salienti per arrivare ad una convivenza accettabile con questo animale, fra i più intelligenti della fauna planetaria:_”Se vogliamo conservare i nostri paesaggi – rilancia – dobbiamo creare le condizioni affinché l’uomo possa mantenere la propria attività, risolvendo le criticità originate dalla presenza del mammifero”.

In proposito, richiama l’attenzione sulla ‘politica degli indennizzi ‘ oppure del controllo. “L’ordinamento giuridico – ricorda uno dei coordinatore del programma nazionale – prevede la conservazione della specie. Molti governi di Paesi dell’Unione europea sostengono, al contrario, l’efficacia del controllo numerico conservativo, con l’abbattimento in casi specifici. Un impegno alla salvaguardia, quindi, ma supportato da provvedimenti in deroga come, ad esempio, sancito dai governi francese e sloveno”.

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