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Peste suina africana: cacciatori, agricoltori e Forestale impegnati in un piano di sorveglianza e prevenzione

AOSTA – Sorveglianza, prevenzione, eradicazione: le tre misure intraprese dall’assessorato regionale alla Sanità per un monitoraggio dello stato di salute degli animali selvatici sul territorio valdostano.

Sono coinvolti il Comitato Caccia, il Corpo Forestale, il mondo agricolo, i dirigenti dell’Igiene alimenti dell’Usl, l’Ufficio Fauna della Regione.

Sergio Grange

Sergio Grange, Presidente del Comitato Regionale per la Gestione Venatoria scende in dettaglio: “Siamo stati convocati, ieri, dall’assessore regionale alla sanità per essere informati in merito all’articolato programma di prevenzione della peste suina africana. Patologia tipica di molti selvatici, assente, ad oggi, in Valle d’Aosta. Ci è stato affidato il compito di ‘sorveglianza passiva sul territorio’. Vale a dire che, nel momento in cui, durante i nostri sopralluoghi, rinvenissimo carcasse di cinghiali, siamo tenuti ad avvisare la Forestale che accerterà se le cause della morte dipendano, o meno, dalla peste suina africana, contagiosa per la fauna selvatica, animali domestici e suini all’ingrasso, ma innocua per l’uomo, specifica Grange.

Questa malattia non è frequente neppure sul territorio nazionale; è, comunque, tenuta sotto stretto controllo dai cacciatori valdostani, i veri conoscitori dell’ambiente montano. Non a caso vengono definiti ‘sentinelle della montagna’.

Perlustrano il territorio non soltanto sotto il profilo faunistico. L’esempio più eclatante ha come scenario il Comune di Verrayes. Alcuni giorni fa, durante l’attività di censimento dei caprioli, un cacciatore ha visto svilupparsi un incendio ai margini del bosco. Ha dato l’allarme ai Vigili del Fuoco, scongiurando un epilogo più grave.

Ancora Sergio Grange: Sono riunioni di fondamentale importanza per assicurare la salute della fauna locale e una corretta gestione dell’attività venatoria, in programma da Settembre a Gennaio. Al termine, vengono avviati i censimenti per concretizzare prelievi oculati e commisurati ai riscontri emersi“. Aggiunge: “L’assenza, fino ad oggi, della peste suina africana, sul territorio regionale, non deve allentare l’attenzione. E’ una malattia devastante che potrebbe mettere a serio rischio i nostri animali liberi nei boschi. I confronti con le istituzioni – conclude il Presidente dei cacciatori valdostani- sono sempre molto apprezzati perché offrono maggiori opportunità di informare, in dettaglio, chi pratica la caccia”.

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