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Perdita immunità Covid a Cogne, dottoressa Brunero: “L’ipotesi genetica è azzardata”

AOSTA – Il riscontro dello screening anti Covid aveva rassicurato gli abitanti di Cogne, località turistica in cui, a giugno 2020, era stato realizzato un test sierologico, a tappeto, per verificare la situazione dei contagi da coronavirus.

Nell’iniziativa, organizzata dall’amministrazione comunale, era emerso come, dei 1.300 residenti contattati, 800 avevano aderito e, di questi, soltanto 31 erano risultati positivi all’infezione da coronavirus.

Municipio di Cogne

La doccia fredda è arrivata a dicembre: nel secondo esame, a sei mesi di distanza, è emersa la scomparsa delle difese immunitarie in due casi su tre. Il 65% ha perso gli anticorpi.

Dello screening si erano occupati Fabio Truc e Gianpiero Gervino, Fisici dell’Università degli Studi, di Torino.

Si chiama in causa la genetica, quale origine prioritaria della recidiva alla malattia polmonare.

Maria Grazia Brunero, medico di base del Distretto sanitario numero 1, sgombra il campo dai dubbi: “L’ipotesi è del tutto azzardata. La perdita dell’immunità è un problema mondiale. Parliamo di un virus di cui ancora si conosce ben poco”.

Tiene a specificare come i coronavirus che provocano il raffreddore abbiano un’immunità molto ridotta nel tempo. “Anche la Sars-Cov-2 dà un’immunità ridotta”.

La ricerca condotta dal Professor Truc ha inteso focalizzare la trasmissione del contagio in un paese chiuso, con scarsi contatti con l’esterno. “Lo studio, in effetti – riprende la dottoressa – è stato concentrato sulle modalità di trasmissione del virus in una località così decentrata dal contesto geografico del resto della Valle. Ribadisco che la perdita dell’immunità ha una valenza scientifica mondiale”.

Caldeggia il vaccino, premettendo: “Non abbiamo ancora informazioni certe sull’efficacia, nè, tantomeno, sulla durata dell’immunità. Stimola la risposta del corpo. Ma per quanto tempo?”, interroga Maria Grazia Brunero. Che puntualizza: Si spera che questa profilassi sia più duratura della malattia naturale”.

Non esclude il ritorno del contagio, a Cogne. Due residenti, tra l’altro, hanno contratto il Covid per la seconda volta.

Non abbiamo molte armi per scongiurare la recidiva del contagio. E’ chiaro che chi è più predisposto può riammalarsi”. Aggiunge: “Stiamo vivendo una situazione socio-economica drammatica. La fiducia del mondo è riposta negli Scienziati. Ci auguriamo che capiscano, in dettaglio, come affrontare questo virus e come sconfiggerlo. Ad oggi- dice – disponiamo di terapie la cui efficacia non sempre è definitiva. Capisco come sia difficile la ricerca di antivirali risolutivi. A differenza degli antibiotici somministrati per guarire, in termini quasi immediati, le patologie provocate dai batteri. La lotta contro il coronavirus è, per ora, affidata, al vaccino Pfizer Biontech”, conclude il medico di base Maria Grazia Brunero.

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