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Pandemia, Dina Favre, studiosa di astrologia: “La congiunzione astrale è la stessa del tempo della peste, nel 1630”

AOSTA – Credere, non credere, dubitare, analizzare, riflettere. In qualsiasi situazione ci si identifichi rimane, in ‘pool position’, la sana curiosità di conoscere il nostro futuro, scrutando il cielo, ‘interrogando’ gli astri, con la stessa sete di sapere che ha caratterizzato l’umanità della Storia e della Preistoria. E, mai come in questa disastrosa pandemia diventa irresistibile il desiderio di informarsi sulla sorte che ci attende nel 2021, l’anno agli esordi e, come tutti sperano, foriero di eventi rassicuranti.

Dina Favre, studiosa di astrologia dall’età dell’adolescenza, entra nei dettagli, citando una frase del filosofo e teologo Tommaso D’Aquino: “Astra inclinant, non necessitant. Citazione emblematica – sottolinea – che conferma quanto gli astri offrano la possibilità di scelta senza imposizioni. La sconvolgente irruzione della pandemia, a livello mondiale, non è altro che la ‘ripetizione’ della peste del 1630, anno in cui nel cielo si presentava la concentrazione di pianeti nel segno del Capricorno, con la congiunzione di Plutone e Saturno. La stessa accaduta lo scorso anno, a distanza di quattro secoli. Ad entrambi, si è aggiunto Giove, lo scorso 21 dicembre e, a marzo arriverà Marte, pianeta della guerra, ma anche dell’energia, di una forza che aiuterà ad uscire da questa angosciante realtà. Uno ‘stellium’ messaggero delle stesse calamità accadute nel periodo manzoniano”.

Dina Favre

L’anno più infausto del terzo millennio era, quindi, scritto negli astri. Come, ormai, appurato, a largo raggio. Tanto quanto è scritto che i primi, incoraggianti miglioramenti si annunceranno in primavera.

Siamo entrati nell’era dell’Acquario – riprende Dina Favre -. Periodo in cui, a livello sociale, si prospettano sviluppo e condivisione, un forte senso di appartenenza cancellato dal frenetico consumismo“.

Domanda d’obbligo: “Quando torneremo a rivedere le stelle?”. Risposta rasserenante della studiosa di astrologia: “Non lo dico io, ma lo annunciano gli astri. In questo nuovo anno, non sono ancora terminati i sacrifici, ma, di certo, la volta celeste attuale anticipa una vera rinascita dopo le tenebre, la trasformazione che cancella il dolore”.

In proposito, Dina Favre porta un paragone eloquente: “E’ lo stesso dolore che provano le ostriche nel momento in cui viene loro introdotto nello stomaco il granello di sabbia. Lo combattono con tutte le forze fino a trasformarlo in una meravigliosa perla. Quel gioiello che, nello specifico, corrisponde all’ingresso del pianeta Marte in Acquario. Fase cruciale in cui cominceremo a intravvedere la famosa luce in fondo al tunnel. Non solo. E’ forte anche l’attesa di Giove, il pianeta benefico che, in primavera, entrerà nel segno dei Pesci, nel massimo, cioè, del suo domicilio naturale”.

Conclude, puntualizzando un concetto di fondamentale importanza: L’astrologia non interferisce con la Scienza in cui dobbiamo porre la massima fiducia. La scoperta del vaccino, in tempi record, qualifica la classe medica e garantisce la sconfitta del coronavirus”.

Anticipa, in ogni caso, la previsione degli astrologi studiosi dei pianeti, a livello mondiale: “Alla pandemia seguirà la pace. La famosa quiete dopo la tempeste. Posso dire che vivremo un 2021 movimentato, ma molto meno travagliato. Un anno in cui si riscopriranno amicizie e affetti”.

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