Press "Enter" to skip to content

Operazione anti droga ‘Home-delivery’: due condanne e una assoluzione

AOSTA – Cocaina, soprattutto, ma anche marijuana, consegnate a domicilio dei consumatori. Una precauzione che non è servita ad evitare l’intervento delle ‘Fiamme Gialle’, impegnate, da mesi, nel bloccare questo spaccio basato su un intreccio, all’apparenza insospettabile, tra acquisto e vendita, tra clienti e spacciatori.

Cocaina nera

La Guardia di Finanza ha dato il colpo finale all’illecito traffico nell’operazione ‘Home Delivery‘, arrestando i diretti interessati alla conclusione delle indagini realizzate tra febbraio e maggio 2021, nel pieno della ‘terza ondata’ Covid. Periodo ritenuto dai ‘venditori’ propizio per gestire gli acquisti e le vendite della sostanza bianca, denominata anche ‘neve’. Nello specifico, alcuni clienti, di Aosta, gradivano molto di più la cocaina nera, coltivata, principalmente, in Bolivia.

Nel processo di primo grado, svolto con rito abbreviato, sono state comminate due condanne e una assoluzione. Il gup, di Aosta, ha inflitto un anno e sei mesi di reclusione a Gianpaolo Incani, 57 anni, di Torino; sei mesi ad Andrea Marcone, 60 anni, di Aosta; assolto Vito Fornaro, 47 anni, di Cesano Boscone (MI), che aveva già patteggiato per episodi connessi.

Nell’udienza del 18 marzo scorso era stata stralciata, per incompatibilità del giudice, la posizione degli altri due imputati: Domenico Mammoliti, 35 anni, di Aosta e Nicola Gaetani D’Aragona, 44 anni, di Cesano Boscone. Per entrambi verrà fissata un’udienza davanti ad un altro Giudice per le indagini preliminari.

Il sesto imputato, Raffaele Salvemini, 48 anni, di Aosta, aveva patteggiato, a dicembre, due anni e dieci mesi di reclusione.

L’arresto del gruppo di spacciatori era avvenuto lo scorso 8 luglio, con collocazione coatta ai domiciliari. L’operazione, coordinata dal pm Luca Ceccanti, aveva consentito di smascherare le modalità di acquisto e consegna della sostanza stupefacente.

Questa la ricostruzione realizzata dalla Guardia di Finanza: “La droga giungeva, ad Aosta, attraverso due distinti canali di approvvigionamento, Milano e Torino. Le consegne, invece, avvenivano, rigorosamente, a domicilio, per non esporre i clienti a inutili rischi legati a controlli di polizia, divenuti sempre più stringenti durante l’emergenza sanitaria”.

Lo stesso ‘modus operandi’ era stato adottato dagli spacciatori arrestati nell’operazione ‘Feu Dora’, denominazione derivata dal domicilio nel quartiere popolare di alcuni degli spacciatori. Indagine svolta durante i tre mesi di ‘lock down’, nel culmine della pandemia. In questo caso, la droga, eroina, in particolare, proveniva dalla Calabria, gestita da un volto già noto alle Forze dell’ordine per uguale reato. Le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti avevano smantellato un traffico di droga che garantiva ai ‘pusher’ guadagni intorno ai 70mila euro mensili.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram