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Operazione ‘Alibante’, ‘Ndrangheta: a giudizio i coniugi avvocati Bagalà e Giunti

Tribunale di Lamezia Terme

AOSTA – Lo ha deciso il gup del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro, fissando per l’8 luglio prossimo, nel Palazzo di Giustizia di Lamezia Terme, il processo, con rito ordinario, a carico degli avvocati coniugi Maria Rita Bagalà e Andrea Giunti. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal Procuratore catanzarese Nicola Gratteri, coinvolge altri 27 dei 32 rinviati a giudizio.

Maria Rita Bagalà, 52 anni, detenuta in un penitenziario fuori Valle, dopo mesi di arresti domiciliari e il marito Andrea Giunti, 55 anni, devono rispondere dell’accusa di associazione di tipo mafioso, come accertato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, di Catanzaro, nell’inchiesta antindrangheta ‘Alibante’.

I coniugi erano parte integrante della ‘cosca Bagalà’, di cui il ‘vertice’ era Carmelo Bagalà. Cosca che operava lungo la costa tirrenica del catanzarese e Rita Bagalà è risultata essere la ‘mente legale’ del sodalizio per tramite del padre, considerato il ‘capo storico’ dagli inquirenti e arrestato nella stessa operazione.

L’avvocata del Foro di Aosta, difesa dal legale Mario Murano, del Foro di Cosenza, come spiegano gli inquirenti, “garantiva sotto la regia del padre, l’amministrazione di diversi affari illeciti della compagine, di cui curava gli interessi economici e finanziari”.

Il marito, dello stesso Foro, “si impegnava – da come è stato appurato nell’inchiesta – in operazioni di reperimento di risorse economiche di dubbia provenienza, finalizzate a perseguire il programma criminoso della cosca. Prestava, inoltre, assistenza tecnico-professionale, assicurando la sua consulenza nell’approntamento delle strategie e dei modi più opportuni per raggiungere i traguardi prefissati”. Lo scorso 19 gennaio, a carico di Andrea Giunti il Questore di Aosta, Ivo Morelli, ha sottoscritto un provvedimento di interdittiva anti mafia, volto ad impedire all’imputato di lavorare per la pubblica amministrazione.

L’avocata Maria Rita Bagalà dovrà anche rispondere dell’ipotesi di trasferimento di valori per consentire ai soci occulti della Calabria Turismo S.r.l., di cui era l’amministratrice, la “ripartizione sistematica e continuativa degli utili societari, eludendo possibili misure di prevenzione”.

S.L.

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