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Omicidio Serban: bocca cucita dell’imputato davanti al giudice

AOSTA – Scena muta. Così ha deciso Gabriel Falloni, 36 anni, questa mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari, durante l’interrogatorio, in remoto, dal penitenziario di Brissogne, dove è rinchiuso da due giorni, il carnefice di Elena Raluca Serban, 32 anni.

L’uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, difeso dall’avvocato Marco Palmieri, del foro di Sassari, è imputato di omicidio con l’aggravanti della crudeltà, motivo per cui il gip Giuseppe Colazingari, su richiesta dei pm Luca Ceccanti e Manlio D’Ambrosi sotto del procuratore Paolo Fortuna, ha emesso il provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Elena Raluca Serban e Gabriel Falloni

Si legge in una nota: “Il pericolo di recidivanza è elevatissimo”.

Il sospettato, originario di Sorso, località in provincia di Sassari, vive, da anni, in Valle d’Aosta, in frazione Messigné, di Nus. Un volto già noto alle Forze dell’ordine anche nella sua terra di origine dove si è reso responsabile di numerosi reati a sfondo sessuale, e non solo, per cui h scontato una condanna a quattro anni di reclusione.

Un uomo pericolosissimo conosciuto, ma, purtroppo, non sotto questo aspetto, dalla sua ultima vittima, Elena Raluca, romena di origine, che, sabato 17 aprile, lo ha accolto nel suo alloggio, in viale Partigiani, per un incontro intimo.

La brutale uccisione della giovane è scattato dopo un tentativo di rapina; almeno, questo sembra, ad oggi, il movente più plausibile enunciato dagli inquirenti. Il Falloni si è avventato contro la donna, sgozzandola con un unico fendente e lasciandola, agonizzante, nel bagno.

Alla sua identificazione, gli uomini della Squadra Mobile della Questura, di Aosta, sono arrivati attraverso circostanziati controlli dei tabulati telefonici e delle immagini impresse nelle telecamere dislocate nella zona. Individuato dopo “84 ore di fuoco”. Così ha dichiarato il capo della Squadra Mobile Francesco Filograno ai rappresentanti dell’informazione.

Secondo il legale difensore, Gabriel Falloni “non è una persona violenta. Diciamo che sono abbastanza persuaso della sua innocenza”. Conferma il rinvenimento di tracce del suo assistito sul luogo del delitto, “ma – sottolinea – è necessario verificare anche con riscontri scientifici”.

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