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Oblati Immacolata, Padre Gugliotta: dagli studi di Giurisprudenza ad una vita dedicata a Dio

AOSTA – Coinvolgente, accattivante, dotato di una religiosità allineata all’evoluzione sociale del Terzo Millennio, impegnato nel diffondere, dal pulpito, brani del Vangelo interpretati e commentati con l’apertura mentale richiesta, ormai, dalla maggior parte dei Fedeli.

Padre Gian Paolo Gugliotta

Padre Gian Paolo Gugliotta, Missionario Oblato di Maria Immacolata, arriva nella Parrocchia Santuario, di via Lexert, ad Aosta, lo scorso 28 settembre. Una nuova figura sacerdotale di cui, nell’immediato, vengono apprezzate le doti comunicative, l’empatia che riesce ad instaurare con una platea eterogenea.

Una dote naturale manifestata anche nel riavvolgere il nastro della vita ante Ordinazione sacerdotale avvenuta il 9 ottobre 1999, a Capo d’Orlando, in provincia di Messina, la sua città natale.

Prima di entrare negli Oblati – esordisce Padre Gian Paolo – ho studiato quattro anni di Giurisprudenza, nell’Ateneo di Messina. Poi, ho interrotto gli studi. Facevo tante cose, ma ‘convivevo’ con una mortificante insoddisfazione esistenziale. Ero alla continua ricerca della mia strada, di una vita più gratificante”.

All’età di vent’anni, Gian Paolo Gugliotta conosce un gruppo di ragazze, più o meno coetanee, impegnate nella parrocchia del capoluogo siciliano. E’ l’inizio di un percorso spirituale, atteso, da tempo. La svolta illuminante è amplificata dalle letture delle Suore della Santa Famiglia di Bordeaux.

Mi hanno mostrato un nuovo modo di vivere il Vangelo. Ma ancora non pensavo ad una vita ieratica. Continuavo nella mia quotidianità di studente, cercando di raggiungere un obiettivo”, racconta il Padre Oblato.

Ed ecco lo studente del Liceo Scientifico nutrire simpatie per alcune coetanee. Solo simpatie, ma mai una ragazza fissa. Una ragazza che lo interessi più di altre. Sorride, scherza, ma nulla di più. Il giovane Gian Paolo Gugliotta è ancora alla ricerca della sua mèta.

Queste ragazze riescono a mostrarmi un nuovo volto della Chiesa, basato sulla solidarietà, l’unione. Ciò che Gesù dice nel Vangelo: “Amatevi gli uni con gli altri”.

Quell’obiettivo a cui aspira il giovane studente sta prendendo forma e si concretizza nel momento in cui, tramite le Suore, conosce i Missionari Oblati, religiosi in cui Gian Paolo rivede ciò che ha condiviso con il gruppo di ragazze.

Intraprende, così, una vita comunitaria a Marino Laziale, ai Castelli romani, dove ha inizio quel percorso agognato che lo porterà alla vita consacrata. Un entusiasmante ‘capitolo’ che Padre Gugliotta ricorda con lo slancio di chi è riuscito a coronare un sogno. Il Sogno immaginato, coltivato, a lungo, nell’esistenza di quell’adolescente che guardava il Cielo con il cuore gonfio di gioia.

“Sì, sono un avvocato mancato“, sorride, svelando un altro sogno giovanile: diventare un Magistrato. Siamo negli Anni Ottanta. La Sicilia è stravolta dal potere mafioso. Dalle continue stragi a cui lo studente Gugliotta assiste nella totale impotenza.

Volevo liberare la mia terra da quella barbarie. Volevo ribellarmi allo strapotere della Mafia“, confessa Padre Gugliotta, ricordando come questo sogno sia stato sopraffatto dall’incontro fatale con Padre Marcellino Sgarbossa, da decenni Oblato nel Santuario aostano. Un approccio che lo condurrà ai Primi Voti il 29 settembre 1992. Voti a cui non hanno assistito i suoi famigliari, lontani da questa scelta. Neppure mamma Sara, ‘Sarina’, è presente nel giorno in cui il suo Gian Paolo diventa Padre Gian Paolo, ultimo di quattro figli.

“Dopo anni di scetticismo e lontananza, mia mamma ha rincontrato la Fede, il dialogo con Dio. E’ mancata a 93 anni. Il Signore le ha regalato il dono della longevità”, ricorda un commosso Padre Gian Paolo, desideroso di riportare alla memoria la sua esperienza in qualità di amico dei malati di HIV, ricoverati all’ospedale Spallanzani, di Roma.

Voglio ricordare Luciano, morto, di Aids, a 33 anni, il 13 maggio. Era entrato nell’inferno della tossicodipendenza. Ho trascorso con lui molte ore e, dopo la sua scomparsa, lo consideravo il custode della mia vita consacrata. Per anni, recitavo, ogni giorno, il rosario con la speranza che trovasse in Cielo la serenità sconvolta sulla Terra, da errori di gioventù”.

L’affabilità di Padre Gugliotta è esaltata, in una nota, dal Parroco Padre Gregorio Glabas: “In ogni famiglia, nel momento in cui si allarga con l’arrivo di nuovi membri, è un momento di gioia e di festa. Anche ogni comunità religiosa, come nel nostro caso, – scrive Padre Gregorio – la Famiglia dei Missionari Oblati di Maria Immacolata e ogni comunità parrocchiale sono Famiglie”.

Con l’arrivo di Padre Gian Paolo Gugliotta – si legge nella nota – le nostre due Famiglie si sono allargate. Un nuovo membro di comunità sempre porta con sé innovazione e ricchezza. Queste era ed è l’esperienza che stiamo vivendo con il suo inserimento – commenta il Parroco -. Così come, da subito, è stato accolto, così, da subito, ha messo a disposizione della comunità le sue capacità e la gioia con cui si relaziona con ognuno di noi. Gli auguriamo di poter essere, anche qui, ogni giorno, arricchito dalla nostra presenza e, insieme con noi, allargare questa Famiglia che è la Chiesa di Cristo”.

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