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Nutraceutica: nuova ‘nemica’ del Covid. Una branca della medicina efficace nel contrastare l’infezione

AOSTA – Le riviste di settore veicolano, da anni, il mantra ‘Mangiare bene per essere in buona salute’.

L’irruzione inattesa e travolgente del coronavirus ha sparigliato le carte e, seppure un’alimentazione sana contribuisca a salvaguardare il bene prezioso della salute, in questo periodo così particolare, occorrono attenzioni alimentari altrettanto particolari. Lo stravolgimento delle abitudini causato dalla pandemia ha impresso una svolta epocale a cui dobbiamo adattarci. Ma, non è sempre facile, possibile.

La classe medica punta l’indice contro determinati cibi, correlandoli all’insorgenza di stati infiammatori.

E’ basilare evitarli per agevolare l’abbassamento del livello di citochine– esordisce Sara Costamagna, farmacista, di Aosta, specializzata in Nutraceutica-. E’ fondamentale, quindi, ‘accantonare’ quel tipo di alimenti ad alto indice glicemico”.

Alcuni cibi suggeriti dai Nutraceuti

I ‘cibi bianchi’, ovvero zucchero, in primis, riso, pane e pasta bianchi, latte, latticini, patate.

In questa estenuante lotta contro un nemico invisibile, subdolo, i ‘gourmands’ si trovano spiazzati nel momento in cui la dottoressa Costamagna suggerisce di sedersi attorno ad un desco su cui troneggino cibi ad alto contenuto di fibre, di proteine e di grassi buoni, cotti a bassa temperatura oppure, ed è ancora meglio, cibi crudi.

Spiega la farmacista: “La cottura ha un ruolo essenziale per scongiurare l’aumento dell’indice glicemico”, sottolinea, soffermandosi sull’importanza che assume la verdura in questa fase sanitaria così complessa. Suggerisce, in ogni caso, le arance per chi non intende rinunciare a questo ‘dessert’ della natura.

Le consiglio e raccomando di non privarle della parte bianca interna in quanto ricca di flavonoidi, l’esperidina, in particolare, anch’essa indispensabile nel ridurre l’infiammazione”, puntualizza la Nutraceuta. Che aggiunge: “Di questi composti naturali sono molto ricche le cipolle purché consumate crude”.

Flavonoidi ricchi di quercitina, un ottimo antiossidante, anch’esso importante per scongiurare eventuali stati infiammatori. Che dire, inoltre, dell’efficacia delle vitamine C e D.

Quest’ultima, in particolare – informa la dottoressa Costamagna – è un validissimo immunoregolatore”.

L’impegno della classe medica e, nello specifico, dei Nutraceuti, va oltre ogni possibile previsione. Si deve ai loro continui approfondimenti se ognuno di noi ha l’opportunità di allontanare questa grave patologia virale, imparando l’abc di una appropriata alimentazione.

Rimbalzano in ‘poll position’ gli Omega 3/6/9, grassi polinsaturi di cui sono ricchi l’olio d’oliva, nel caso del 9, alghe, pesci e semi di lino il 3 e il 6.

Nutraceutica, branca della medicina concentrata sullo studio dell’interazione dei cibi con l’organismo.

Per lungo tempo – argomenta la farmacista – è stato considerato soltanto l’aspetto biochimico. Da alcuni anni, si sta valorizzando il ruolo epigenetico dei nutraceuti. Cioè, il loro ruolo nella modulazione dell’espressione genica“, conclude, ribadendo il grande valore di scegliere alimenti a basso indice glicemico.

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