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No Vax, Caveri: “Colpevoli, in prima persona, di possibili chiusure”

Luciano Caveri

AOSTA – Lo scrive, sul suo blog, l’assessore regionale all’Istruzione Luciano Caveri, rilevando una situazione sotto gli occhi di tutti: “Ormai, è evidente che, a riempire gli ospedali e a finire in Terapia Intensiva sono, in prevalenza, coloro che hanno rifiutato il vaccino sin dall’inizio e coloro che hanno atteso troppo tra la seconda e la terza dose non prendendo sul serio gli appelli”.

Caveri non attenua il suo sconcerto e la preoccupazione di una realtà inconfutabile: molti NoVax sono finiti in ospedale, altri in rianimazione. Manifesta, al contrario, il suo dolore nel “leggere di morti No Vax”, come è avvenuto con Elisa Chamen, 32 anni, la hostess valdostana della Blu Panorama Airlines che, positiva al Covid, ha contratto una miocardite ed è deceduta, la scorsa settimana, all’ospedale San Giovanni Bosco, di Torino.

Ricorda, inoltre, il paziente ricoverato all’ospedale di Trento, accanito No Vax al punto da rifiutare di essere intubato; decisione che gli è costata la vita.

“Sono scelte soggettive che ricadono sugli altri – ribadisce Luciano Caveri – perchè i non vaccinati non sono solo più a rischio, ma sono più contagiosi e, dunque, un pericolo per la comunità”.

No Vax “irriducibili, ancora troppo numerosi il cui comportamento peserà sulla classificazione cromatica della nostra Regione. Senza contare – rimarca l’assessore all’Istruzione – i danni economici per la nostra economia”. Puntualizza, in proposito: “Per non dire dei disagi nel settore scolastico per percentuali di vaccinazione troppo basse nella fascia tra i dodici e i diciotto anni”.

Tiene a sottolineare: “I peggiori restano i militanti ‘duri e puri’ che non si limitano ad essere coerenti con una scelta sconsiderata, ma manifestano nel tentativo di fare proselitismo per la loro causa e accusano gli altri di essere degli stupidi. In più, aspetto peggiore, fanno le vittime e si atteggiano a perseguitati”.

Emblematica la chiosa conclusiva: “No Vax che finiscono poi “per essere curati da quei sanitari che, ormai da troppo tempo, devono sgobbare per un’emergenza che ha stravolto le nostre abitudini”.

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