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‘Ndrangheta: Dda chiede arresto in carcere per avvocatessa Bagalà, da maggio ai domiciliari

Maria Rita Bagalà

AOSTA – Maria Rita Bagalà, avvocatessa del Foro di Aosta, arrestata per associazione mafiosa e detenuta agli arresti domiciliari, dal 3 maggio scorso, potrebbe essere reclusa nella Casa Circondariale, di Brissogne; lo ha chiesto la Direzione Distrettuale Antimafia, ritenendola la “mente della cosca diretta dal padre Carmelo”. In tal senso “partecipava alla medesima, garantendo, sotto la regia del padre, l’amministrazione di diversi affari illeciti della compagine, occupandosi, nello specifico, della cura degli interessi economici e finanziari del sodalizio”-.

La Dda di Catanzaro ha impugnato l’ordinanza di arresti domiciliari, ricorrendo in Appello al Riesame per la modifica della detenzione.

Con l’avvocatessa sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta ‘Alibante’, coordinata dal Procuratore della Dda, di Catanzaro, Nicola Gratteri e riferita ad una consistente serie di presunti reati compiuti con il consenso della cosca di ‘ndrangheta Bagalà, di Nocera Terinese.

In stato di libertà, sono indagate altre 20 persone, tra cui il marito di Maria Rita Bagalà, l’avvocato Andrea Giunti. Sono 17 gli arrestati; tra questi, sette sono reclusi e 10 ai domiciliari; altri due hanno misure restrittive minori.

Gli affiliati all’associazione mafiosa sono accusati di aver operato lungo la fascia tirrenica del catanzarese, nei Comuni di Falerna e Nocera Terinese, legati alla cosca Iannazzo, Cannizzaro, Daponte, di Lamezia Terme.

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