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Movida in Vda: ripresa con cautela e con moderato entusiasmo

AOSTA – A maggio dello scorso anno, in piena pandemia, erano intervenute, in più occasioni, le Forze dell’ordine per imporre ai numerosi giovani cultori dell’Happy hour, di indossare la mascherina e di rispettare il distanziamento sociale. L’emergenza Covid era molto elevata e gli assembramenti considerati fra le prime fonti di diffusione del contagio. ‘Stop’, quindi, alla ‘movida’ con tutti gli annessi e connessi.

A distanza di un anno, il calo consistente di contagi e il coprifuoco prorogato di un’ora hanno riaperto le porte a questo spazio mondano notturno. Ma, il disorientamento provocato dai mesi del lockdown e dell’estenuante altalena di ‘ aperto/chiuso’ dei bar non entusiasma, come ci si aspetterebbe, i diretti interessati.

Considerano una ‘vittoria’ la ripresa di questa ‘kermesse’ serale, ma rimangono circospetti, nella consapevolezza di continuare ad essere ‘sorvegliati speciali’ dalle ‘divise’. Un ‘Bentornata’, quindi, a questa affascinante vita mondana sotto le stelle, seppure con moderazione.

Nel pre pandemia, la movida era del tutto normale, scontata. Lo stravolgimento dell’irruzione virale ha costretto i protagonisti a ridimensionare le abitudini, a rivedere il divertimento, considerando questa esperienza traumatica un buon motivo per ridare maggior valore a una forma di svago ritrovata.

Dopo mesi di ‘domicilio coatto’, la ‘libera uscita’ ha il sapore dolcissimo della riconquistata indipendenza fisica e mentale. Una ripresa della normalità che appare con un ‘volto’ diverso, più coinvolgente, più incentivante.

Eppure, per anni, la ‘movida’ ha attirato i giovani senza che, gli stessi, si rendessero conto di quanto siano preziose e insostituibili la libertà, l’amicizia, la condivisione. Insomma, la compagnia insostituibile dei propri coetanei.

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