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Lupo: Ateneo Sassari/Regione Veneto: primo intervento di dissuasione su un lupo con proiettili di gomma

Duccio Berzi

AOSTA – “La realizzazione del progetto di ‘Gestione proattiva del lupo attraverso la telemetria satellitare’ ha riservato un riscontro incentivante – esordisce Duccio Berzi, Dottore Forestale dell’Università di Sassari -. Il progetto, concretizzato in collaborazione con la Regione Veneto, di cui è responsabile scientifico il Prof. Marco Apollonio, è mirato a favorire la convivenza uomo-lupo senza originare traumi in entrambi”.

proiettili di gomma

Nella prima sperimentazione con l’utilizzo di proiettili di gomma per dissuadere il lupo dall’avvicinarsi agli animali domestici, è emersa la paura atavica del lupo nei confronti dell’uomo e, quindi, l’allontanamento immediato del carnivoro.

L’incontro con l’essere umano, il successivo sparo e il lieve urto del finto proiettile hanno prodotto il riscontro auspicato: il lupo si è allontanato in pochi minuti, ritornando nel suo ambiente naturale.

Duccio Berzi, responsabile dell’ “attività di campo’” sottolinea il concetto base del primo intervento di dissuasione: “Nel momento in cui il lupo fugge di fronte all’uomo ‘armato’ di fucile e torna nel suo ambiente dove può cacciare i selvatici, si raggiunge l’obiettivo prioritario della civile convivenza uomo-lupo. La paura dell’uomo notata durante l’intervento – argomenta Berzi – è, di certo, una paura sana in quanto convince il mammifero a non sconfinare dal suo territorio dove può trovare i selvatici di cui nutrirsi, senza, quindi, invadere gli spazi abitati dall’uomo e dai suoi animali domestici”.

L’importanza dei risultati di questo primo intervento di dissuasione viene descritta, in dettaglio, dal responsabile del progetto: “Il maschio alpha del branco, il lupo ‘Sirio’, si è avvicinato per almeno 18 volte a un pastore della zona del Grappa, nelle Prealpi venete, a distanze comprese tra i 150 e i 10 metri, spesso in compagnia di altri lupi, senza mostrare particolare paura delle persone presenti, dei cani, di grida, suoni o luci”.

Racconta ancora il dott. Berzi: “Sirio è stato, quindi, colpito a circa 25 metri di distanza, a una coscia, con due proiettili di gomma ‘Rubber baton’, calibro 12, a palla unica, più un colpo in aria. Grazie al collare Gps e ai sensori di prossimità installati vicino alle malghe ci è stato, poi, possibile, per la prima volta in assoluto, monitorare l’effetto di questo tipo di dissuasione, innocua per l’animale”.

Ribadisce come l’approfondimento di questa sperimentazione abbia permesso di appurare uno dei fattori di fondamentale importanza: “Con la ‘rinnovata’ paura dell’uomo l’esemplare ha modificato le sue abitudini, apportando cambiamenti anche alla sua dieta, riconducendo le sue attenzioni alimentari verso gli ungulati selvatici, passando da un rateo di uccisioni di 0,19 selvatici/giorno, prima della dissuasione, a 0,36/giorno. Un incremento dell’89%“.

Questo esito potrebbe aprire delle nuove prospettive sulle gestione di questi grandi carnivori, sempre nell’ottica della ricerca di una convivenza fra predatori e attività umane”, conclude Duccio Berzi.

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