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Lockdown, psicologo Ghidoni: “Adolescenti e bambini preda di ansia, insonnia, disillusione”

AOSTA – Bambini e adolescenti travolti dal lockdown. Annientati da una imposizione inattesa e infrangibile. Isolamento forzato al punto da compromettere, in molti casi, la loro salute mentale, creando allarmanti paranoie.

Sono rimbalzate agli occhi dei genitori queste differenze comportamentali dei figli nel confronto tra il prima e il dopo ‘clausura’. Gli studiosi del settore individuano, addirittura, una ‘sintomatologia ossessiva, compulsiva nella fascia di età compresa fra i 6 e i 18 anni.

“Si sono persi i riferimenti sociali. Scuola, gruppi di amici con il coinvolgimento totalizzante dei social network – dichiara Stefano Ghidoni, psicologo sociale, con studio a St. Christophe, in rue de la Maldière -. Un grave errore ridimensionato, poi, nel corso dell’estate. Mesi in cui la riapertura ha ‘lanciato’ una falsa sensazione di ritorno alla normalità. Questa nuova chiusura ha prodotto inevitabili devastanti risultati. Disillusione, innanzitutto, appesantita da uno scompiglio tale da originare negli adolescenti destabilizzazione e angoscia”.

L’adolescenza, periodo della vita in cui non esistono ‘ricette’ per curare i disagi, le battaglie perse, gli obiettivi cancellati. In questa difficile fase la destabilizzazione è sorretta dalla normalità. Il lockdown ha stravolto qualsiasi certezza. Come uscirne? Come recuperare una quotidianità serena?

Nel caso dei bambini – spiega Stefano Ghidoni – è essenziale riallineare i ritmi giornalieri, rassicuranti, scanditi dalla presenza dei genitori, degli insegnanti. Senza trasmettere preoccupazioni, ma soltanto informazioni. E trasformare l’uso della mascherina in una forma di gioco passeggero, ma anche ripetibile”.

L’adulto, modello di certezze anche per gli adolescenti a cui, secondo le affermazioni dello psicologo, devono essere riconosciuti i valori della loro preparazione e dello studio, cancellando l’ottica di trascorrere un anno scolastico nella totale inerzia.

Ciò che perdono oggi, non sarà mai più recuperato – sostiene Ghidoni -. La figura dell’insegnante deve diventare un caposaldo con cui rapportarsi. Una sorta di mentore, di guida per un confronto sia in presenza, sia a distanza, in forte alleanza con i genitori“.

L’adolescenza ha bisogno di riferimenti precisi, solidi. “Orizzonti che, in questa età, si indentificano nei genitori, i veri e unici formatori della vita”. la chiosa conclusiva di Stefano Ghidoni.

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