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Lo ‘stop’ alle mascherine al chiuso, dal 1 aprile, divide politica e Scienza

AOSTA – La risalita dei contagi in buona parte del territorio nazionale e l’abolizione della mascherina negli ambienti chiusi stanno originando scelte in antitesi tra il mondo della politica e la sfera scientifica.

Alcuni fra i Governatori sostengono l’inutilità di indossare il ‘copriviso’ in luoghi chiusi, considerati l’elevato tasso di vaccinazione e la significativa discesa dei contagi in buona parte delle Regioni.

Per molti Scienziati, al contrario, è una follia.

Il 1 aprile 2022, giorno seguente al termine dell’emergenza Covid, si dovrebbe decretare la fine dell’utilizzo del dispositivo di protezione individuale in ambienti chiusi.

Walter Ricciardi pone un forte freno. Il medico, Ordinario di Igiene alla Cattolica, di Milano e consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza, dichiara: “Alla politica compete la scelta finale, ma il nostro consiglio è di continuare ad usarla. Meglio evitare azzardi in una fase molto delicata della pandemia. Da alcuni giorni – sottolinea – il virus ha ripreso a circolare in maniera elevata, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud. Un rialzo dei contagi che richiede massima prudenza”.

La stessa raccomandazione è stata veicolata, di recente, da Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe: “Non è finita e, non solo si è fermata la riduzione del numero dei nuovi casi, ma si registra, addirittura, un aumento, anche se lieve, in alcune Regioni del Centro-Sud. Non lasciamoci influenzare dalla situazione epidemiologica molto favorevole delle principali Regioni del Nord. La Lombardia, in particolare, con i suoi dieci milioni di residenti e un tasso di contagi, ormai, irrilevante. Ma, il Covid è un problema tutt’altro che risolto”, ribadisce il Presidente Gimbe.

S.L.

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