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Legambiente Vda, Rosetta Bertolin: “Presenteremo una ‘Memoria’ sullo stato delle acque in Valle d’Aosta”

AOSTA – L’acqua, il bene più prezioso per l’umanità, è, in termini costanti, sotto i riflettori del Circolo Legambiente Valle d’Aosta. Un monitoraggio propedeutico alla stesura di una ‘Memoria’ in cui viene riassunta la situazione delle acque valdostane; dei torrenti, in particolare, su cui si costruiscono le centraline di proprietà privata. Strutture realizzate nella totale legalità, la cui concessione del quantitativo di prelievo idrico da parte dei titolari è gestita dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta. Ed è in questo ambito che si focalizza l’attenzione del ‘Circolo’.

“Nella nostra ‘Memoria’ – spiega Rosetta Bertolin, rappresentante del Direttivo Legambiente Valle d’Aosta – descriviamo la ‘vita’ di circa cento centraline private, fra le duecento esistenti sul territorio regionale. Informiamo, soprattutto, in relazione alle sanzioni erogate ai proprietari irrispettosi dei quantitativi idrici concessi dalla Regione. Intendiamo, pertanto, fare chiarezza sul mancato pagamento di alcune sanzioni e sui ricorsi presentati sia da parte nostra, sia da parte degli imprenditori al Tribunale Superiore Acque Pubbliche, di Roma. Sanzioni commisurate per prelievi incontrollati”.

L’esponente degli ambientalisti valdostani specifica l’obiettivo dei trasgressori: “Con un ingente turbinamento di queste acque si garantiscono consistenti incentivi statali per la produzione di energia elettrica. L’interesse a prelevare il massimo dei quantitativi idrici è molto alto. Vogliamo, quindi, approfondire questa realtà penalizzante per lo stato delle acque della nostra Regione“.

La ‘Memoria’ è a buon punto e verrà presentata alla popolazione verso la metà del mese prossimo. Il coinvolgimento dei cittadini è finalizzato a divulgare la problematica dei prelievi di acqua in antitesi con le concessioni stabilite dalla Regione.

Argomenteremo al pubblico la conduzione negativa di buona parte delle duecento centraline realizzate in Valle. Fra queste, emerge la legalità delle strutture realizzate dalla Compagnia Valdostana delle Acque e dalla Regione. Laghi artificiali che costituiscono il ‘fiore all’occhiello’ del comparto idrico valdostano”. conclude Rosetta Bertolin.

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