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L’autismo nella pandemia: realtà che ha amplificato il senso di solitudine delle famiglie

AOSTA – Resistere, innanzitutto, ai contraccolpi dell’emergenza pandemica. Abbattere le ulteriori barriere frapposte da un’epidemia senza precedenti, dal dopoguerra. Affrontare i disagi causati da un isolamento già vissuto, in prima persona, da chi si confronta con l’autismo.

Un’istantanea della quotidianità di chi è affetto da questa patologia psichiatrica diventa di difficile elaborazione in assenza di esperienza diretta. Le certezze inconfutabili derivano dalla comunicazione di coloro che si confrontano con questo serio disagio esistenziale.

Sono due, essenzialmente, le problematiche da affrontare in questo periodo – spiega Stefano Ghidoni, Psicologo, Presidente dell’Associazione ‘Savoir&Faire’, di St.Christophe -. L’assenza di comunicazione e di interazione sociali, oltre alla limitazione degli interessi e delle attività agiti, in termini diversi, dalle attitudini delle persone autistiche. Situazione in cui diventa essenziale la collaborazione dei genitori, del terapeuta, dell’educatore”.

Stefano Ghidoni

La solitudine della persona autistica, in questa lunga stagione pandemica, rischia di amplificare la lotta contro le difficoltà che, di norma, scandisce le giornate di questi nostri corregionali. Difficoltà, disagi, tormenti amplificati da una ‘clausura’ forzata penalizzante, a cui si collega la consistente riduzione di servizi riservati a queste persone.

Diminuisce, in particolare, la disponibilità degli operatori di sostegno – sottolinea lo psicologo Ghidoni -, a fronte di un sovraccarico per le famiglie non sempre in grado di garantire le stesse risposte dei professionisti del settore. Il risultato non può che tradursi in un grande stress per i genitori e in un peggioramento dell’intero contesto famigliare”.

La crisi clinica ha disintegrato il delicato filo conduttore che unisce la persona autistica alla famiglia, alléquipe di specialisti che la segue, a quella forma di socialità coltivata con fatica, ma, sovente, con lusinghieri riscontri. L’impulso incontenibile di estraniarsi dal contesto sociale è, molto spesso, sovrastato dall’incontenibile desiderio di condivisione. Traguardi irrealizzabili in assenza della guida di un professionista.

Ancora Stefano Ghidoni: “E’ basilare – puntualizza – la salvaguardia della routine quotidiana. Un corretto ritmo sonno-veglia. Il coinvolgimento degli autistici nelle attività domestiche, con scadenze temporali e l’aiuto nell’invitarli ad esprimere i loro sentimenti attraverso il gioco, la visione di filmati, il disegno. L’importante – raccomanda, in chiusura, lo psicologo – è non interrompere il confronto con gli specialisti anche da remoto, attraverso videochiamate o telefono”.

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