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La scuola si ferma in tutta Italia. Sindacati di categoria, in Vda, scendono in piazza

AOSTA – La protesta era nell’aria da alcune settimane, innescata a seguito dell’interruzione delle trattative con il Governo e il Ministero dell’Istruzione da parte dei sindacati del comparto, ad esclusione della Cisl.

Lo stallo sul rinnovo del contratto è all’origine della mobilitazione del settore, considerata la scarsa attenzione, nella legge di Bilancio, riservata alla scuola e ai suoi dipendenti.

La Valle d’Aosta si unisce alle altre Regioni e ferma la scuola per protestare “contro l’immobilismo del Governo in materia di Istruzione”, obiettano Cgil e Uil.

FLC CGIL, SNALS, CONFSNAL e SAVT ECOLE scenderanno in piazza. Gli obiettivi della protesta sono stati illustrati, questa mattina, in una conferenza stampa a cui erano presenti i segretari regionali di Snals Alessandro Celi, di Flc/Cgil Claudio Idone e di Savt Ecole Luigi Bolici.

Una manifestazione mirata a “rivendicare maggiore attenzione da parte dello Stato verso un settore fondamentale e strategico, come è la scuola”, sottolinea Bolici.

Sciopero amplificato da un presidio, in Place Deffeyes, dalle 9 alle 13.

L’assessore all’Istruzione Luciano Caveri riceverà una rappresentanza sindacale, alle 12.00, dove verranno illustrate le proposte prioritarie. Il rinnovo dei contratti degli insegnanti, innanzitutto, con un aumento dello stipendio in base all’avanzamento di carriera; il superamento dei blocchi dei concorsi per gli insegnanti precari; l’edilizia scolastica.

Ripercorre il periodo scolastico ‘marchiato’ dalla DAD e l’impegno profuso dagli insegnanti “in assenza di regole e privi di ausili strutturali”, fa notare Idone.

E Celi incalza: “Questo non è uno sciopero corporativo, ma una mobilitazione strategica che vuole mettere in luce le problematiche che, da anni, gravano sulla pubblica istruzione”.

S.L.

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