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La ‘scommessa’ di Don Ferruccio Brunod: realizzare ‘Casa ‘Betania’

AOSTA – Una ‘scommessa’ vinta in tutte le sue declinazioni quella che Don Ferruccio Brunod, morto domenica 1 maggio all’ospedale Beauregard, aveva delineato con i suoi collaboratori.

Don Ferruccio Brunod

Oggi, martedì 3 maggio 2022, alle ore 15, durante le esequie celebrate, in Cattedrale, dal Vescovo Monsignor Franco Lovignana, verranno ricordate le molteplici opere concretizzate dal sacerdote dell’inclusione, dell’innovazione, pregi che gli erano riconosciuti dalla sua comunità parrocchiale, ma non solo.

Casa Betania, la struttura di corso Saint Martin de Corléans, rappresenta la fine di un percorso non sempre lineare, ma portato a termine con il successo auspicato da Don Ferruccio, l’ex parroco di Saint Etienne e, negli ultimi anni, di Aymavilles, convinto di riuscire a dare un ‘volto’ al suo progetto sociale: l’accoglienza dei giovani meno fortunati. Ragazzi con disabilità fisiche e psichiche che in ‘Casa Betania’ trovano la serenità e l’affetto di Lucia e Giorgio, i volontari responsabili della gestione, entusiasti di proseguire la ‘mission’ sostenuta da Don Ferruccio.

Ingresso retrostante di ‘Casa Betania’

La nascita di ‘Casa Betania’? Ricordano Lucia e Giorgio: “Dobbiamo molto a Leletta d’Isola, l’insegnante deceduta nel 1993, residente al Priorato di Saint Pierre. Una donna che ha dedicato la sua vita alla contemplazione, al servizio spirituale, allaccoglienza e assistenza di chiunque chiedesse il suo aiuto. A Leletta riconosciamo il merito di aver sostenuto con una tenacia incrollabile la necessità di predisporre una struttura in cui accogliere persone giovani, affette da problematiche fisiche e psichiche”.

Ricordano ancora: “Con lei parlavamo, da tempo, dell’esigenza e delle pressioni che i genitori di questi ragazzi ci facevano per concretizzare questo progetto. Un obiettivo che il Centro Volontari della Sofferenza cullava da alcuni anni”.

E, per i due ‘custodi’ di questa ‘Casa’ così particolare, il sostegno di Leletta si è rivelato fondamentale. “A Natale del 1992, Leletta ci in forma che l’immobile, abitato, per decenni, dalle Suore Gaetanine è stato messo in vendite dalle stesse”. Una scelta che ha spalancato le porte alla ‘nascita’ di Casa Betania.

Una delle camere da letto di ‘Casa Betania’

“Don Ferruccio ha abbracciato, sin da subito, la proposta – testimoniano Lucia e Giorgio -. La la situazione è parsa, a tratti, confusa. Un giorno, Don Ferruccio è venuto a dirci: “Mi sono informato. Non vendono”. Ma, alla fine, questo progetto di grande valore sociale è stato concretizzato. Non dimenticheremo mai la gioia di Don Ferruccio nel vedere il lieto fine di questo agognato traguardo”, commentano i coniugi Lucia e Giorgio.

‘Casa Betania’ ospita ragazzi con vari handicap, rimasti senza famiglia. E’ diventata, negli anni, un riferimento abitativo essenziale, una luce fulgida che ha riportato la gioia di vivere in coloro che l’avevano persa. Ed è sotto gli occhi di tutti il sorriso con cui i ragazzi di ‘Casa Betania’ accolgono chi dedica loro qualche momento di compagnia durante le giornate scandite dalla condivisione dello svago.

“Grazie Don Ferruccio di aver appoggiato questa proposta e, dal Cielo, intercedi per il futuro di questa Casa’. Lucia e Giorgio.

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