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In piazza, commercianti disperati interrogano la politica: “I soldi sono finiti. Vogliamo risposte certe”

AOSTA – Hanno scelto piazza Arco d’Augusto, all’ingresso di Aosta, per esprimere l’angoscia e lo sconcerto dei commercianti i dirigenti di Confcommercio Valle d’Aosta.

Sono scesi nella piazza simbolo della città capoluogo della Regione ‘Carrefour d’Europe’, ridotta a brandelli da scelte governative drammatiche, prive della giusta differenziazione socio-sanitaria.

Un urlo di protesta pacifica quello lanciato dagli operatoti commerciali. Un flash mob’ allarmistico e, nel contempo, denso di speranze.

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio/FIPE Valle d’Aosta, punta dritto ad un concetto base: “Le decisioni del governo centrale favoriscono il proliferare del commercio abusivo”, ha denunciato, urlando “basta con questo stillicidio. Chiediamo risposte certe, immediate e concrete”.

Graziano Dominidiato e Adriano Valieri

Un appello, senza mezzi termini, lo ha rivolto al governo regionale: “Deve far valere la nostra Autonomia o prevedere ristori idonei a coprire il cento per cento del fatturato perso”.

Affermazioni rincarate da Adriano Valieri, direttore dell’Associazione dei commercianti: “Invito qualsiasi politico a trascorrere una giornata nella nostra associazione. Vedrebbe arrivare soltanto commercianti disperati che ci chiedono come possono tirare avanti”.

La politica sollecitata ad una partecipazione più sentita alla situazione allarmante in cui vive il comparto locale. Politica rappresentata, a livello regionale, dal capogruppo, in Consiglio comunale, di ‘Rinascimento Valle d’Aosta’ Giovanni Girardini, imprenditore: “La mia è una presenza solidale affinché si arrivi ad un corretto equilibrio tra salute e commercio. Chiediamo maggiore maggiore chiarezza al nostro presidente della giunta“.

E’ di poche ore fa l’annuncio del presidente Lavevaz di ricorrere al Tar “qualora il governo centrale si arroccasse sulla chiusura delle stazioni sciistiche nel periodo delle festività di Natale. La ‘zona rossa’ – sottolinea – non è una misura allineata alla situazione sanitaria attuale della Valle d’Aosta con un numero di positivi in continuo calo. Abbiamo illustrato le nostre proposte garanti della massima sicurezza. Aspettiamo ancora una risposta”

Il baratro di un, ormai quasi certo, Natale 2020 senza neve’ è stato ribadito da Beppe Cuc, maestro di sci e presidente dell’Associazione: “Rappresento 23 scuole e 1.500 maestri di un settore che rischia un disastro epocale. Richiamo l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri a considerare la cultura della montagna, ambiente pronto ad accogliere il turismo dello sci con ogni minimo provvedimento idoneo ad assicurare la massima sicurezza. La Francia ha trovato una soluzione. E questo ci delude“.

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