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Il ‘pianeta’ degli ‘invisibili’ risparmiato dal Covid

AOSTA – “Anche in questa seconda, grave ondata di coronavirus, i nostri assistiti ‘senza tetto’ non hanno contratto la malattia. Sono, in ogni caso., tutti noti alle assistenti sociali e, quindi, in caso di sintomi sospetti, verrebbero soccorsi e isolati, con le stesse modalità applicate per chiunque si trovi in queste situazioni”.

Renato Malesan, presidente del Comitato cittadino della Croce Rossa Italiana, delinea la quotidianità dei 14 uomini ‘homeless’ che vivono appartati da una società penalizzata, da mesi, da una pandemia insidiosa. Quel contagio che, fino ad oggi, li ha lasciati indenni

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Le nostre visite hanno cadenza settimanale – riprende Malesan -. Ogni lunedì abbiamo l’appuntamento fisso. Portiamo loro generi di conforto, soprattutto. Bevande calde, biscotti, dolciumi e coperte. La Caritas viene loro incontro, accogliendoli alla mesa ‘Tavola Amica”.

La sfortuna di essere stati catapultati nell’indigenza, si è trasformata in una sorta di ‘protezione’ dal contagio. Vivono, perlopiù, nella solitudine del gruppo, privi di contatti estranei al loro ambiente. Una vita, per molti non scelta, ma imposta da imprevedibili traversie, che sta riservando loro una sorta di ‘rifugio’ dalla pericolosa infezione.

Il nostro approccio – spiega Malesan – avviene sempre nel rispetto delle modalità anti CovidMascherina, guanti e distanza sociale. Non sempre queste persone hanno il necessario per proteggersi. Vivono in tende, in roulotte e in baracche di legno o cemento arrangiate da loro stessi”. Precisa: “Hanno scelto aree non frequentate, ai margini della città, da cui, in ogni caso, possono raggiungere i servizi in pochi minuti”.

L’accoglienza, una tradizione che, in Valle d’Aosta, si è trasformata in una piacevole forma di solidarietà. Gli ‘ultimi’ non vengono mai abbandonati. Il soccorso è offerto dal privato e dal pubblico. In silenzio. Senza porre domande. Senza interferenze nel loro privato. E questa discrezione viene contraccambiata con un sorriso, l’espressione più emblematica della loro gratitudine.

Con noi sono molto gentili, dialogano volentieri e vivono nella speranza di un futuro migliore”, conclude il presidente del Comitato cittadino della Croce Rossa Italiana.

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