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“Il 2 giugno, festa della Repubblica, apriranno tutti i negozi”, la scelta del Ministro Garavaglia. Il dissenso di Dominidiato

AOSTA – Arriva dal Ministro del Turismo Massimo Garavaglia la decisione che segna il punto di ripartenza di alcune attività commerciali.

“Il 2 giugno è la festa della Repubblica – dichiara – e, quindi, festeggiamo il riavvio del commercio”. La sua scelta parte da una considerazione oggettiva:” Alcune attività possono riaprire dall’oggi al domani, come i barbieri – sottolinea -. Altre no, come i grandi alberghi”.

Massimo Garavaglia

Premette l’urgenza di una attenta valutazione dell’epidemia, ma, poi, sulla base dei dati, ribadisce l’importanza di una ripresa immediata.

L’impegno attuale del Ministro si concentra sullo studio delle peculiarità di ogni settore per stabilire date certe. “Dare solo segnali negativi – commenta Garavaglia – è sbagliato perché l’economia vive anche di aspettative. Monitoriamo settimana per settimana”.

Anticipazioni che stravolgono Graziano Domidiato, Presidente di Ascom/Confcommercio Valle d’Aosta: “Il 2 giugno? Cioé, i commercianti dovrebbero agonizzare per altri due mesi? Stimo molto il Ministro Garavaglia, ma in questo contesto prendo le dovute distanze. L’apertura al 2 giugno equivale al fallimento di un buon 40 per cento delle attività. No. Non è pensabile una proposta di questo genere”.

Graziano Dominidiato

Massimo Garavaglia non cede e invita a fare tesoro del recente passato quando, all’esplosione della pandemia, si navigava a vista nella gestione dell’economia nazionale.

Richiama l’attenzione sul modello realizzato dal Governatore della Sardegna Christian Solinas, alleato del ‘Green Pass’, il passaporto vaccinale per l’accesso all’isola.

Dichiarazioni che non entusiasmano Dominidiato, sostenitore dell’assoluta assurdità della tempistica di riapertura avanzata dal Ministro.

Possiamo discutere del passaporto vaccinale, iniziativa che ritengo valida – afferma -. Insisto nel controbattere la data di riavvio del commercio. Come è possibile pretendere un simile prolungamento della chiusura? Con l’erogazione di ristori ridicoli nessun operatore commerciale può reggere. Gli stessi dipendenti in Cassa Integrazione non sono più in grado di gestire la loro quotidianità priva di un lavoro a tempo pieno“, chiude il Presidente di Ascom/Confcommercio Valle d’Aosta.

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