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‘Home Delivery’ di cocaina purissima: chieste condanne per tre dei cinque imputati

AOSTA – Sono state chieste tre condanne, dalla Procura di Aosta, nel processo con rito abbreviato riferito all’operazione ‘Home Delivery’, coordinata dalla Guardia di Finanza, di Aosta.

Un’indagine delicata e complicata dalle modalità scelte dagli spacciatori per la cessione della droga. Un presunto giro di spaccio di cocaina e marijuana in cui lo stupefacente veniva consegnato a domicilio. Una clientela al di sopra di ogni sospetto, secondo quanto era emerso nell’inchiesta.

Il pm Luca Ceccanti ha chiesto, oggi 18 marzo 2022, al gup una condanna a due anni e 8 mesi di reclusione a carico di Andrea Marcone, 60 anni, di Aosta e per Gianpaolo Incani, 57 anni, di Torino. Otto mesi sono stati chiesti per Vito Fornaro, 47 anni, di Cesano Boscone, Comune in provincia di Milano.

La sentenza verrà emessa il prossimo 28 marzo.

L’incompatibilità del giudice ha definito l’esclusione della posizione degli altri due imputati: Domenico Mammoliti, 35 anni, di Aosta e Nicola Gaetani D’Aragona, 44 anni, di Cesano Boscone.

Per entrambi i due presunti imputati l’udienza verrà discusa davanti ad un altro giudice.

Nel processo di primo grado, lo scorso dicembre, Raffaele Salvemini, 48 anni, di Aosta, aveva patteggiato due anni e dieci mesi di reclusione.

Il gruppo dei ‘pusher’ era stato posto, lo scorso 8 luglio, agli arresti domiciliari al termine dell’operazione. Queste le dichiarazioni delle ‘Fiamme Gialle’: ” Lo stupefacente – informano in dettaglio – giungeva ad Aosta attraverso due distinti canali di approvvigionamento, Milano e Torino. Le consegne, invece, – specificano – avvenivano, rigorosamente, a domicilio, per non esporrei clienti a inutili rischi legati a possibili controlli di polizia, divenuti sempre più stringenti per via dell’emergenza sanitaria”.

E’ stato appurato come, all’esplosione della pandemia da Covid-19 e, soprattutto, durante i tre mesi di lockdown, il commercio dei vari tipi di droga avesse assunto contorni allarmanti. Gli spacciatori, convinti di non essere pedinati considerate le circostanze, si erano organizzati, ai massimo livelli, per rispondere alle richieste dei clienti in ogni momento della giornata.

Anche l’operazione ‘FeuDora ‘, concretizzata dai Finanzieri, di Aosta, a maggio del 2020, nel culmine dell’emergenza epidemiologica, aveva smascherato un fiorente traffico di cocaina ed eroina, proveniente dalla Calabria, ma con base nel quartiere Dora, residenza di due dei ‘pusher‘. Spaccio che, secondo quanto appurato dagli inquirenti, rendeva guadagni esorbitanti, valutati intorno ai 70mila euro mensili.

S.L.

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