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Guerra: gli alpini valdostani pensano all’accoglienza domiciliare dei profughi ucraini

AOSTA – Dopo l’avvio della raccolta fondi in favore degli ucraini fuggiti dalla guerra, le ‘penne nere’ della Valle d’Aosta si stanno confrontando per organizzare un’accoglienza più concreta; un’ospitalità che potrebbe coinvolgere le famiglie degli alpini valdostani.

Carlo Bionaz

Stiamo esaminando anche questa possibilità – dichiara Carlo Bionaz, Presidente della sezione Valle d’Aosta, dell’Ana -. Sarà una decisione dibattuta all’interno del Consiglio. Analizzeremo le modalità di questa eventuale scelta. Dobbiamo essere tutti d’accordo, è chiaro. Ma, qualora, per molti fosse impossibile, ci impegneremo a reperire alloggi per una sistemazione, anche provvisoria, dei profughi”.

Gli aiuti – sottolinea Bionaz – devono essere mirati e devono incontrare un assenso unanime. Fa parte della nostra vocazione il sostegno al prossimo in difficoltà – ricorda-. Deve, però, essere un sostegno condiviso ed elargito in maniera attinente alle necessità delle famiglie o dei singoli”.

In Valle d’Aosta, la mobilitazione è generale. Un coinvolgimento commovente, proiettato a lenire le sofferenze di un popolo martoriato da un conflitto ritenuto ‘assurdo’ persino dagli studiosi delle guerre e dei fenomeni sociali conseguenti.

Gli alpini delle sezioni Ana nazionali lanciano appelli ai colleghi delle sedi regionali. Sulla stessa linea sono i sindaci, oberati di un’attività imprevista, ma accolta con entusiasmo e responsabilità.

Ci stiamo organizzando al meglio – fa sapere Carlo Bionaz -. Un fatto è certo. Non lasceremo nessuno privo di assistenza. Ci impegneremo per offrire la stessa accoglienza riservata a chi sta attraversando momenti tragici. Come è nel caso dei profughi ucraini”, conclude il Presidente della sezione Ana della Valle d’Aosta.

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