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Ghiacciaio, geologo Secchieri: “Faremo in tempo ad assistere alla scomparsa di molti ghiacciai”

AOSTA – “Il ghiacciaio di Planpincieux sta facendo il suo ‘mestiere’. Cioè, la discesa a valle. Dalle immagini, si vede la frammentazione della ‘lingua’ “.

Franco Secchieri geologo, specializzato in glaciologia e presidente del Servizio Glaciologico del CAI, dell’Alto Adige, specifica come la massa in movimento si stia frammentando “anche a causa della forma rocciosa del fondo dove si sposta. Quindi, ora, – informa in dettaglio – la massa è arrivata in una situazione morfologica del letto roccioso e potrebbe verificarsi un continuo crollo”.

Franco Secchieri e, sullo sfondo, il ghiacciaio Perito Moreno, in Patagonia

Sorge un interrogativo inquietante: i crolli possono avvenire in termini massicci? Ovvero, la frana glaciale. Oppure si verificherà il crollo completo dei 500 mila metri cubi di ghiaccio del Planpincieux?

I numeri impressionano – sorride Franco Secchieri, eletto anche membro del Comitato Glaciologico Italiano – ma, qualora dovesse verificarsi, invaderebbe la sede stradale della Val Ferret, nel tratto sottostante alla massa gelata. Non coinvolgerebbe i residenti”.

I motivi di questa frammentazione così veloce sono vari. Svetta, in ogni caso, il caldo estivo anomalo, principale causa della fusione del ghiaccio e, quindi, della trasformazione in acqua. Che, scorrendo nella zona inferiore, la lubrifica, facilitando lo scorrimento, a valle, del colosso di ghiaccio. Oltre che concorrere – puntualizza Secchieri – ad una ulteriore frantumazione della parte terminale della ‘lingua’ “.

Quale situazione dobbiamo aspettarci? Risponde ancora il geologo-glaciologo: “Nella realtà più ottimistica, potremmo assistere ad una continua frammentazione in piccoli crolli successivi. In quella più drammatica, al crollo totale dell’intera massa.” Ribadisce come non vi sarebbe alcun pericolo per le persone “al di fuori dell’area di sicurezza, beninteso”.

Il cambiamento globale del clima sta originando la progressiva scomparsa dei ghiacciai nell’arco alpino. Conseguenze: in primis, una significativa carenza di acqua durante l’estate. “Ripercussioni ambientali – sottolinea il presidente del Servizio Glaciologico del Cai dell’Alto Adige -. Proviamo ad immaginare il Monte Bianco privo dei suoi ghiacciai. Effetti devastanti insorgerebbero anche per l’habitat di flora e fauna”.

Non si pronuncia sulla tempistica di quella che potrebbe rivelarsi un primo ‘capitolo’ dell’apocalisse: “Il cambiamento è molto rapido, ma, comunque, difficile da stimare”.

In proposito, riporta un esempio emblematico: La Marmolada, ghiacciaio delle Dolomiti, è destinato a scomparire nel giro di qualche anno”. Illustra questa oggettiva previsione nel libro “Gli ultimi quarant’anni della Marmolada”. E, si sbilancia nel preannunciare come, anche il ghiacciaio di Planpincieux potrebbe dissolversi fra “dieci, vent’anni”.

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