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Fiera di Sant’Orso, Lavevaz: “Stiamo valutando ogni possibile soluzione. Questione molto delicata”

AOSTA – E’ uno dei pensieri prioritari degli amministratori regionali la realizzazione della Fiera di Sant’Orso. L’edizione 1021 della ‘millenaria’ Foire de Saint Ours’ che, per la prima volta nella storia, potrebbe essere annullata dall’escalation dei contagi da coronavirus, registrato in Valle d’Aosta.

Il presidente del governo regionale Erik Lavevaz si pronuncia con massima cautela. Non conferma, né smentisce. “E’ una questione molto delicata – dichiara -. Al momento, qualsiasi decisione potrebbe rivelarsi fuorviante. Il confronto è continuo”, assicura.

Incontri, scambio di idee, di possibilità, soluzioni idonee ad aggirare l’enorme ostacolo posto dal Covid-19 stanno impegnando l’assessore alle Attività Produttive Luigi Bertschy e i suoi collaboratori. Colloqui in cui emerge il problema più rilevante da superare: l’assembramento, realtà inevitabile in questa ‘Foire’ di fama internazionale dove l’affluenza di visitatori è di proporzioni da ‘Guinnes’ dei primati.

Arte, creatività, fantasia degli scultori-artigiani attraggono, da secoli, intenditori e semplici curiosi affascinati dalla maestria con cui vengono lavorati i materiali prìncipi dell’esposizione: legno, ferro battuto, pietra ollare.

Ci troviamo di fronte ad una situazione molto complessa – sottolinea il presidente Lavevaz -. E’ indispensabile valutare ogni possibile risvolto idoneo a garantire la sicurezza della folla di persone che, come sappiamo, arriva da ogni parte del mondo. Ad oggi, tutto sembra quasi impossibile da concretizzare e, pertanto, sarebbe azzardata ogni previsione”, conclude.

La pandemia da coronavirus potrà, forse, mettere in ginocchio una Fiera che, quest’anno, festeggerebbe un compleanno ultra millenario: 1021 anni. Traguardo mai raggiunto da altri eventi fieristici del genere. La volontà e l’impegno degli amministratori regionali potrebbero trovare soluzioni impensate, ma consone a non privare i valdostani e le migliaia di visitatori della manifestazione più altisonante dell’arco alpino, unica nel suo genere.

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