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Euro 2020, d.ssa Magnani: “Assembramenti allarmanti. Temiamo aumento contagi a settembre”

AOSTA – Baci, abbracci, strette di mano. Giovani, soprattutto, travolti dall’entusiasmo della strepitosa vittoria degli Azzurri a Euro 2020, in casa degli ideatori del football. Inglesi che davano per scontato il KO italiano. In primis, il Premier Boris Johnson. Sicuro al punto da aver già previsto una giornata di Festa Nazionale

Assembramenti notevoli in una folla che ha ignorato mascherina e distanziamento, tra i veri baluardi contro l’infezione da Sars-CoV-2.

Comportamento comprensibile? Sì, certo. Il trionfo italiano lo meritava; ma potrebbe anche trasformarsi in un boomerang con il prepotente ritorno di contagi.

E’ preoccupata Silvia Magnani, Infettivologa, Direttrice della Struttura Semplice di Infettivologia dell’ospedale ‘Parini’, di Aosta. Non considera il presente, ma allunga lo sguardo ad un “futuro tutt’altro che lontano – dichiara -. A settembre, ci aspettiamo un aumento dei positivi. La finale a Wembley è allarmante. La variante Delta ha un’incidenza considerevole nel Regno Unito. Non pensiamo a forme gravi di infezione, ma ad un consistente ritorno del virus che, comunque, continua a circolare”.

Silvia Magnani

I viaggi all’estero dei ragazzi potrebbero acuire i contagi. “I tamponi, anche se negativi, hanno una durata minima. Gli adolescenti non sono ancora stati vaccinati”, conferma l’Infettivploga.

Ricorda, in proposito, il viaggio-studio, in un College, a Malta, di 70 ragazzi, molti dei quali risultati positivi.

Manifesta anche un’altra preoccupazione: “Gli ultranovantenni non sono stati immunizzati nella stragrande maggioranza. Sono sereni. Dicono:”Non usciamo”. Hanno una scarsa percezione del rischio in quanto stanno , in prevalenza, in casa. Il problema è rappresentato dalle persone che vanno a trovarli, che si occupano di ménage famigliare, che portano loro la spesa. Da queste visite potrebbero scaturire nuovi contagi. Abbiamo una serie di indizi che non ci permette di stare tranquilli”, conclude la Direttrice dell’Infettivologia regionale.

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