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E’ davvero possibile una guerra nucleare? Fisico Argirò: “Conseguenze devastanti, ma, ad oggi, solo ipotetiche”

Il Fisico Stefano Argirò al Cern

AOSTA – E se Vladimir Putin sfoderasse le armi nucleari? “Ci confronteremmo con effetti di due tipi –spiega Stefano Argirò, Fisico dell’Ateneo di Torino, collaboratore del Cern, di Ginevra, nonché docente di applicazioni delle tecniche di Fisica nucleare . Effetti istantanei. Pochi secondi con l’onda d’urto e termica ed effetto di radiazione iniziale confinato nell’area dell’ordigno. Intensità e gravità degli effetti – specifica – in base alla potenza dell’ordigno e all’ all’altezza di detonazione. Realtà che possono produrre una distruzione totale“.

Anticipa come questi ordigni, più potenti di quelli fatti esplodere su Hiroshima e Nagasaki nel secondo conflitto mondiale, siano, di sicuro, presenti nell’ arsenale bellico di Putin. Il Capo del Cremlino, le cui minacce non possono essere sottovalutate, in quanto, qualora decidesse una disintegrazione totale, gli effetti istantanei coprirebbero un raggio superiore ai 15 chilometri.

Esplosione a Kiev

Scende in dettaglio: “Conseguenze aggravate da un consistente rilascio di radiazioni con gravissime ustioni anche agli organi interni. Parliamo di ustioni mortali nel giro di 48 ore, tra atroci dolori”, specifica il Prof. Argirò.

Colpita la torre Tv a Kiev

Ma, un eventuale bombardamento atomico produrrebbe anche effetti a lungo termine legati alla contaminazione ambientale.’ Fall out’ secondario tutt’altro che lieve e passeggero.

Il Fisico, di Torino, sgombra il campo dal dubbio, affermando come non sia possibile prevedere possibili ripercussioni di un’esplosione atomica in Ucraina. “Per svariati motivi – osserva -. La potenza e la tipologia dell’ordigno, la quota di detonazione. La maggiore vicinanza al terreno che genera una contaminazione più consistente. Ad altezze maggiori, si riduce la contaminazione radioattiva. Anche le condizioni meteo e l’intensità dei venti nel luogo dell’esplosione hanno un ruolo di spicco nel diffondere la nube radioattiva. Che, se si dirigesse verso l’Est europeo, risparmierebbe, in buona parte, l’Italia”.

L’inferno di Mariupol

Un’affermazione di fondamentale importanza che consente anche a chi è digiuno di Fisica di rasserenarsi nel caso di scelte catastrofiche di colui che ha scatenato la guerra in Ucraina.

Ucraini in fuga

L’illusione di essere, in parte, risparmiati da questa eventuale catastrofe, non deve, comunque, limitare l’informazione. E, quindi, è bene sapere che lo sgancio di un ordigno nucleare in Ucraina ‘regalerebbe’ all’umanità la presenza di quattro isotopi radioattivi: stronzio 90, con gravi conseguenze ematiche; Cesio 137, pericoloso anche a livello del muscolo cardiaco; Jodio 131 a cui sono correlate le disfunzioni tiroidee e Idrogeno 3 (Trizio) causa di probabili aumenti di neoplasie polmonari.

“L’inverno nucleare che, ancora oggi, nessuno è in grado di prevedere quando e se potrebbe accadere”, chiosa il Fisico Stefano Argirò, invitando ad una moderata preoccupazione, considerato che si sta argomentando su effetti probabilistici.

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