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Delitto Gilardi: nuovi elementi presentati dai Carabinieri. Procura riapre il caso con 4 indagati

AOSTA – 27 dicembre 2011. In Valle d’Aosta si respira ancora la magica atmosfera del Natale. Residenti e turisti si preparano per festeggiare il fatidico veglione di fine anno. La città è un unico sfavillio di luci e addobbi.

Sta per terminare il 2011, un anno che rimarrà indelebile nella memoria della famiglia Gilardi. Moglie, figlia e genitori di Giuliano vengono informati che il loro congiunto, residente in frazione Senin, a Saint Christophe, è stato barbaramente ucciso, nel sonno, con un numero indefinito di coltellate, alle prime ore di quel mattino, nella sua abitazione, al piano terreno.

Giuliano Gilardi

Gli assassini o l’assassino/a di Giuliano Gilardi, 60 ani, pensionato della Cogne Acciai Speciali, sono andati a colpo sicuro, conoscendo, alla perfezione, le abitudini dell’uomo, grande appassionato di motociclismo. Gilardi lasciava sempre la porta di ingresso aperta per assicurare la massima autonomia alla sua inseparabile ‘compagna’, Yuma, il cane che, durante le esequie ha commosso tutti per la sua compostezza, la sua tristezza nel rendersi conto che non avrebbe mai più rivisto il suo padrone.

Le indagini dell’epoca non sono mai approdate a nulla di concreto. Molti gli interrogatori di persone vicine a Gilardi. Amici, amiche, conoscenti, sportivi non hanno fornito le indicazioni attese dagli inquirenti. Neppure i vicini di casa, nella piccola frazione, non hanno potuto aiutare gli inquirenti: “Non abbiamo sentito nessun rumore insolito, né visto persone sospette aggirarsi nella zona”, la testimonianza fornita poche ore dopo l’omicidio.

Un vero rebus nel rebus che ha lasciato i valdostani senza parole, convinti dell’urgenza di smascherare l’autore dell’efferato delitto, all’apparenza senza movente.

Oggi, 17 novembre 2021, il pm Manlio D’Ambrosi ha annunciato la riapertura di questo ‘cold case’ per cui sono indagate quattro persone; il Magistrato non ha fornito, al momento, le generalità.

Si riapre la speranza, mai sopita da parte dei famigliari, di conoscere nome e volto del colpevole.

In questa seconda fase, sono i Carabinieri della Compagnia di Saint Vincent, a restituire un minimo di ottimismo alla famiglia di Giuliano Gilardi e agli abitanti della Valle d’Aosta.

I militari dell’Arma hanno presentato ai Giudici nuovi elementi, tali da assicurare la riapertura delle indagini sul delitto del sessantenne.

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