Press "Enter" to skip to content

Ddl Zan, Mancuso Arcigay: “Emendarlo nella sostanza”. Tedesco, assessore comunale: “Favorevole. In Italia emergenza omofobia”

AOSTA – “Sono capofila di un Appello sottoscritto da personalità del Centro Sinistra nazionale, rappresentanti di vari mondi politici e culturali. Dal femminismo della differenza, al cattolicesimo sociale, intellettuali, ex parlamentari“. Ad oggi è stato sottoscritto da 437 cittadini di varia estrazione sociale.

Aurelio Mancuso, Presidente di Equality Italia, puntualizza il suo consenso al disegno di legge Zan, ma sostiene l’urgenza di emendarlo nella sostanza. Un punto fermo da cui scaturisce il lancio dell’Appello rivolto, soprattutto, al gruppo dirigente del Partito Democratico “che ci ha ignorati”, sottolinea.

Aurelio Mancuso

In questo documento vengono rivendicati concetti basilari: “Riteniamo – specifica Mancuso – che sia essenziale e non procrastinabile l’estensione agli omosessuali e transessuali delle tutele previste dalla legge Mancino. Normativa che contrasta anche il razzismo e l’antisemitismo criminali, in coerenza con la Costituzione e le Risoluzioni UE”.

Il rappresentante di Arcigay constata che la battaglia contro l’omotransfobia “si è trasformata in un manifesto ideologico che – dichiara – rischia di mettere in secondo piano l’obiettivo principale e di ridurre pesantemente i diritti e gli interessi delle donne, nonché la libertà di espressione”.

Rilancia l’urgenza di emendare il testo prima dell’approvazione. “Una legge scritta male – sostiene Aurelio Mancuso – porta a delle interpretazioni ed applicazioni controverse che riducono i diritti e non ne consentono la piena tutela. Se non emendato – insiste – introdurrebbe una pericolosa sovrapposizione della parola ‘sesso’ con quella di ‘genere’, con conseguenze contrarie all’articolo 3 della Costituzione, per cui i diritti vengono riconosciuti in base al sesso e non al genere e neppure in armonia con la normativa vigente, la numero 164/82″.

Ricorda i cardini della suddetta normativa: “Ammette e consente la transizione da un sesso all’altro sulla base non di una semplice auto-dichiarazione”. Aggiunge: “La definizione di ‘genere’ contenuto nel Ddl Zan, respinta dagli altri Paesi, crea una forma di indeterminatezza, non ammessa dal diritto, quando, al contrario, ha il dovere di dare certezza alle relazioni giuridiche e di individuare le varie fattispecie”.

Conclude, ribadendo la delusione per “una legge attesa da decenni e trasformata in una proposta pasticciata, incerta sul tema della libertà di espressione, offensiva perché introduce l’identità di genere, termine divenuto il programma politico di chi intende cancellare la differenza sessuale per accreditare una indistinzione dei generi”.

Favorevole alla proposta legislativa del Deputato Alessandro Zan, eletto nelle politiche del 2018 come capolista dei Dem, Samuele Tedesco, assessore comunale all’Istruzione, Cultura, Politiche giovanili e Rapporti con l’Università: “In Italia – esordisce – allarma il dilagare dell’emergenza omofobia. E la pandemia ha accentuato la violenza. Il disegno di legge Zan non punisce i i reati di pensiero, ma aggiunge l’aggravante misoginia e disabilità, rispetto a quanto sancito dalla legge Mancino-Reale, del ’93, in cui viene punita soltanto la violenza”.

Samuele Tedesco

L’auspicio dell’assessore comunale è l’approvazione da parte dei senatori del Governo Draghi “senza che vengano apportate modifiche. Il disegno di legge Zan rivaluta i diritti“.

Apre una finestra sui matrimoni fra persone dello stesso sesso, elogiando la legge della Senatrice Monica Cirinnà, sostenitrice di un’Italia maschilista e patriarcale. “Il suo è stato un ottimo punto di partenza relativo alle unioni matrimoniali che – sottolinea Samuele Tedesco – devono essere uguali per tutti, senza istituto giuridico differente”. In proposito, richiama l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, religione, lingua, opinioni politiche”, conclude.

Please follow and like us:
error
RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram