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Ddl Zan, domani un nuovo dibattito in Senato. Arci Gay Aosta: “Siamo fiduciosi”

Samuele Tedesco

AOSTA – “Sono molto contento. Spero, però, che il testo non venga modificato, in quanto potrebbe essere snaturata l’idea. Spero, soprattutto, che la politica non riservi altri orribili teatrini e che, finalmente, emerga la parità di diritti e doveri, oltre alla dignità e all’uguaglianza di tutti i cittadini“.

Samuele Tedesco, assessore all’Istruzione Cultura, Politiche giovanili e Rapporti con l’Università, del Comune di Aosta, commenta questo ennesimo passaggio nei palazzi della politica nazionale con un sorriso che, comunque, non abbatte lo sfinimento di chi vorrebbe il trionfo della Giustizia, innanzitutto. Diritto inalienabile dei popoli del mondo.

La legge, mirata a combattere l’omotransfobia, ritorna, domani 27 ottobre, nell’aula di Palazzo Madama, dopo l’approvazione alla Camera, a novembre 2020, dalla maggioranza giallorossa. Poi, il blocco in Senato conseguente all’obiezione di Lega e Fratelli d’Italia secondo cui: “Questo provvedimento non è prioritario“.

Una certa fiducia viene manifestata anche dai rappresentanti dell’Arci Gay regionale: “Siamo fiduciosi. Siamo sicuri che, questa volta, non possano esserci altri ingiustificabili ostacoli all’approvazione e, quindi, al riconoscimento della nostra dignità di persone”.

Una legge sommersa da una serie infinita di dibattiti, sospensioni, revisioni del testo, contestazioni. Questa è ritenuta dai diretti interessati una settimana decisiva per la deliberazione di “un disegno di legge contro i crimini d’odio. Ce la metteremo tutta. E’ un dovere di civiltà verso il Paese”, scrive su Twitter il Deputato e promotore della legge Alessandro Zan.

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