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Cuccioli di gatti abbandonati nei cassonetti. Crosa, Avapa: “Sono, perlopiù, domestici”

AOSTA – Il problema è annoso e squalificante per una società evoluta. L’abbandono di animali, di qualsiasi specie, è stigmatizzato, in primis, dalle Istituzioni, oltre che dal mondo scientifico, culturale.

Nella civilissima Valle d’Aosta, ‘Carrefour d’Europe‘, l’abbandono di animali, gatti in particolare, ha assunto i contorni di una ‘piaga sociale’. Colpisce e disorienta il fatto che vengano abbandonati cuccioli di gatti domestici all’interno di cassonetti dei rifiuti, quando potrebbero essere affidati al gattile-canile, di regione Croix Noire.

Edda Crosa

Parliamo di gatti non sterilizzati – dichiara Edda Crosa, Direttrice della struttura che accoglie gli ‘amici a quattro zampe’ -. Nel momento in cui vengono portati da noi, provvediamo alla sterilizzazione e alla vaccinazione, prima di darli in adozione”.

Si sofferma su altri recuperi: “Ne abbiamo salvati alcuni rinchiusi in una gabbietta e lasciati vicino ai cassoni dell’immondizia. Altri li abbiamo recuperati in un prato. E’, davvero, una situazione sempre più frequente. I proprietari non assumono la responsabilità di garantire le misure sanitarie di prioritaria importanza per il benessere dei loro animali”, sottolinea la Direttrice del canile-gattile, ammonendo che questi abbandoni equivalgono al fine vita dei felini in pochi giorni.

L’atrocità di lasciare al loro destino questi fedeli compagni di vita è stigmatizzata dalle Istituzioni, oltre che dal mondo scientifico, culturale odierno e remoto.

Lo scrittore e aforista Fabrizio Caramagna scrive: “Chi abbandona un animale ha, prima, abbandonato se stesso”.

Il filosofo Immanuel Kant, sentenziava: “Possiamo conoscere il cuore di uomo già dal modo in cui tratta di animali”. E il Mahatma Gandhi ammoniva: “La grandezza di una nazionale e il suo progresso si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

Riprende Edda Crosa: “Le istituzioni sono al corrente e si impegnano per arginare questa realtà. Il consistente contributo dei e delle referenti di colonia si rivela fondamentale per impedire il dilagare fuori controllo delle nascite. La Regione – conferma –provvede all’avvio di campagne di sterilizzazione delle gatte e castrazione dei maschi. Gli abbandoni più numerosi riguardano gatti domestici e, quindi, destinati a morire dopo poco tempo”, sottolinea la Direttrice della struttura, in regione Croix Noire.

Sul territorio valdostano sono presenti oltre 500 colonie, con numeri variabili di felini, ma nella maggior parte consistenti.

Gio’ Provenzano, ‘gattaro’ di Aosta, assiste undici gatti di colonia, situata tra via Chambéry e corso Lancieri, ad Aosta.

I proprietarisottolinea –. Li tengono in casa non sterilizzati e quando li abbandonano assistiamo ad un incremento abnorme di nascite. A dicembre, in genere, è il massimo”.

Il referente di colonia non può più voltare le spalle ad una situazione penalizzante e ingiusta: “ ‘Gattare’ e ‘gattari’ sono registrati al Comune, come lo sono le colonie di gatti. Ma quando qualcuno di noi va a chiedere del cibo per i ‘nostri’ animali ci sentiamo rispondere, il più delle volte ‘abbiamo finito tutto’. Per alcuni, però, non è così. Il cibo c’è. Sono i raccomandati?”, interroga Provenzano. Che fa sapere: “Io compro le scatolette di tasca mia. Ringrazio quegli abitanti che, di tanto in tanto, mi riforniscono. Ribadisco la differenza di trattamento e invito l’istituzione comunale ad una maggiore equità”.

C’è di più. “Mi mi sto preoccupando di portare cibo anche a gatti di ‘colonie’ non di mia competenza. I referenti le hanno registrate in Comune per garantirsi le scatolette. E, allora mi chiedo puntualizza in chiusura – a chi possa andare questo cibo. Forse ai gatti di loro proprietà?.

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