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Covid: la Valle d’Aosta continua ad essere ‘zona arancione’

AOSTA – Il nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità anticipa che l’accensione del ‘semaforo giallo’ riguarderà, a partire da domenica 13 dicembre, cinque Regioni: Abruzzo, Campania, Lombardia, Piemonte e Toscana. La Valle d’Aosta continua a rimanere esclusa da questo passaggio che consente il ritorno ad una quotidianità quasi normale.

La Regione più piccola d’Italia, con una densità demografica paragonabile al quartiere di una metropoli, può dimostrare un calo consistente e continuo di contagi. Situazione epidemiologica che dovrebbe essere tenuta in considerazione dal governo centrale; in particolare dal Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.

L’ingresso nella ‘zona gialla’ allenta l’inflessibilità delle misure adottate per le altre due fasce, aprendo alla possibilità di bere un caffè o consumare un pasto seduti al tavolo. Sono consentiti gli spostamenti tra Regioni ‘gialle’, fino al 21 dicembre e gli spostamenti tra Comuni all’interno della Regione. Agevolazioni che, tuttavia, non cancellano il coprifuoco, dalle 22 al 5; unica eccezione nella notte di Capodanno con il prolungamento fino alle 7.

La Valle d’Aosta rimane in ‘lista di attesa. E già si parla di terza ondata del virus, conseguente alla riapertura delle scuole, il 7 gennaio 2021.

In questa realtà tutta da discutere, entra in vigore, domani 12 dicembre, la normativa regionale 11/2020, pubblicata, oggi, sul Bollettino Ufficiale, denominata legge anti DPCM.

Sette articoli basati sulla gestione autonoma delle restrizioni relative a spostamenti e aperture di esercizi commerciali sul territorio valdostano per contrastare la diffusione del contagio.

Un testo redatto in antitesi con quanto previsto dalle misure nazionali. Non è escluso che possa essere impugnato da Palazzo Chigi.

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