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Covid: i focolai di contagio? Cene e feste in famiglia sotto accusa. Assolti bar, ristoranti e luoghi di lavoro

AOSTA – Per chi nutrisse ancora dubbi sulla fonte dell‘inarrestabile diffusione del contagio da Sars-CoV-2, registrata, da settimane, in Valle d’Aosta, sgombra il campo dalle incertezze il dottor Salvatore Bongiorno, coordinatore degli operatori del contact tracing e del monitoraggio dell’Usl.

L’aumento continuo di nuovi casi di positività all’infezione, è da attribuirsi, nella stragrande maggioranza dei casi, a riunioni e feste in famiglia.

“Ricordo – dice – un incontro tra famiglie nell’ottobre scorso. Ognuna delle dodici persone presenti alla cena – puntualizza – era, poi, risultata positiva. Il contagio è partito dalla nonna, l’unica risultata sintomatica”.

L’impegno delle Forze dell’ordine nell’individuare, per tempo, questi divulgatori di contagio è vanificato dalla scarsa collaborazione dei cittadini. Questo sottolinea il medico: “Spesso c’è reticenza anche da parte delle persone a segnalare i reali contatti. E, pertanto, accade che ce ne accorgiamo dai dati che rileviamo. Magari dal luogo di residenza, piuttosto che dalle relazioni di parentela. Così scopriamo che sono contatti stretti, non segnalati”.

Sollecita, in proposito, maggiore attenzione e sensibilità degli abitanti. Non è ammissibile che, a causa di continue trasgressioni da parte di persone irresponsabili, debba essere coinvolta la parte di popolazione che, al contrario, è ligia nell’osservare le misure anti contagio, decretate dal governo centrale. Irrita questa forma di menefreghismo, di mancanza totale di riguardo verso il prossimo. Ognuno può disporre della propria vita come meglio crede. Ma non può e non deve permettersi di decidere o incidere sulla vita degli altri.

Rassicura l’informazione relativa ai dati aggiornati dell’Usl da cui emerge come bar, ristoranti e ambienti di lavoro non siano veicoli prioritari di contagio. Lo confermano i numeri. Molto scarsi i focolai rilevati a ottobre e novembre.

“I giovani – riprende il dottor Bongiorno – sono, sovente, asintomatici e, quindi, la positività si registra soltanto sottoponendoli al tampone antigenico. L’uso delle mascherine e l’osservanza del distanziamento, imposti nelle scuole, diminuiscono, ma non annullano la probabilità di contagio”, puntualizza il coordinatore degli operatori del contact tracing.

L’imminenza delle festività di Pasqua lo incentiva a raccomandare comportamenti responsabili: “Limitare, il più possibile, incontri famigliari a poche persone, prendendo le precauzioni del caso – ribadisce -. Il rischio è che queste festività siano peggio di quelle natalizie. La Valle d’Aosta vive l’ondata in ritardo rispetto al resto del Paese. Siamo un po’ nella situazione in cui erano Lombardia e Piemonte un paio di settimane fa”, conclude il dottor Salvatore Bongiorno.

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