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Covid, dottoressa Schena: “Gravi contraccolpi all’oncologia, ma grandi progetti terapeutici per il 2021”

AOSTA – La struttura oncologica, tanto quanto la quasi totalità degli altri comparti sanitari dell’ospedale ‘Parini’, sono stati travolti dalla pandemia. La classe medica, nella sua interezza, è stata impegnata nella cura dei contagiati.

“Da alcuni giorni – esordisce la dottoressa Marina Schena, Direttrice della Struttura Complessa di Oncologia/ed Ematologia Oncologica – abbiamo ripreso tutte le realtà trascurate. E, in questo nuovo anno, ci dedicheremo a tutto ciò che abbiamo dovuto tralasciare puntando, innanzitutto, sull’innovazione dell’assistenza oncologica”.

Marina Schena

Scende in dettaglio: “La nostra priorità mira alla caratterizzazione genomica della malattia. Per il tumore mammario, in particolare, verificheremo l’ereditarietà famigliare con particolare predisposizione”.

In questo ambito, emergono importanti novità per le donne affette da questa patologia: l’inserimento di Livelli Essenziali di Assistenza aggiuntivi e l’esenzione del pagamento del ticket per gli esami di sorveglianza nelle donne ad alto rischio.

Spiega la dottoressa Schena: “Parliamo di donne portatrici della mutazione genetica BRCA 1 e 2. Ci stiamo confrontando con l’assessorato alla Sanità per introdurre questa esenzione”.

Il secondo, importante ‘capitolo’ innovativo di contrasto alle malattie neoplastiche è riferito all’ introduzione del test oncotaip DX, come test molecolare di valutazione del rischio recidiva, per il tumore del seno. “Un test – sottolinea Marina Schena – che può evitare la chemioterapia post operatoria in un discreto niumero di donne”.

Si sofferma su un dettaglio basilare che, ad oggi, complica l’avvio di questo passaggio sanitario molto importante. “I costi proibitivi del test frenano il sistema sanitario nazionale nel dispensarlo. Anche in questo caso, stiamo lavorando con l’assessorato regionale alla Sanità. Le Regioni Lombardia e Toscana lo ha già introdotto”.

Un terzo progetto scandisce la ripresa, a 360 gradi, dell’attività oncologica locale. Un progetto denominato ‘cinquemila genomi in Valle d’Aosta’, finanziato dalla Regione.

Ancora la direttrice dell’oncologia del ‘Parini’: “Avremo l’opportunità di analizzare il genoma, avvalendoci di apparecchiature di ultima generazione. L’analisi del dna dei malati di cancro. Un progresso di notevole importanza in quanto permette la somministrazione di terapie personalizzate e basate sulle mutazioni che riscontriamo“.

E’ un programma che galvanizza la dottoressa Schena, rafforzando la convinzione di essere prossimi a trasformare le neoplasie in malattie a lunga sopravvivenza. I geni, quindi, possono diventare dei preziosi informatori nell’individuare le cure ottimali. Il futuro, per questa tipologia di malati lascia intravvedere grandi speranze. I primi due progetti attengono al tumore della mammella; il terzo riguarda tutte le varie forme neoplastiche.

Ma, l’incidenza del tumore al seno, in Valle ‘Aosta, continua ad essere elevata: “Diagnostichiamo una media annuale di 100/120 nuovi tumori, percentuale molto alta legata a vari fattori. Squilibri ormonali, stili di vita, fumo, obesità, alimentazione ricca di proteine animali. La diagnosi annuale dei tumori, in generale – informa la dottoressa Schena – è compresa fra i 700 e gli 800 nuovi casi, con una certa prevalenza fra gli uomini”.

Rassicura la significativa discesa della mortalità causata dal tumore al seno, nonostante l’aumento dell’incidenza. In proposito, la direttrice della Struttura Complessa di Oncologia ed Ematologia Oncologica ribadisce l’importanza dello screening e richiama l’attenzione sul consistente e continuo miglioramento delle terapie.

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