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Covid: disabile di 49 anni morto per l’infezione polmonare. Non era vaccinato

AOSTA – Il virus Sars-CoV-2 continua il suo percorso di morte, annidandosi , in particolare, nelle persone che, per scelta o per impossibilità determinata da patologie serie, non si vaccinano.

E’ il caso del nostro corregionale, un 49enne deceduto, oggi, per aver contratto la gravissima infezione polmonare causata dal Covid-19. Era disabile e non era coperto da profilassi anti virus. Un fisico debilitato da patologie pregresse, facile preda per un Coronavirus tra i più devastanti degli ultimi anni.

I medici del Pronto Soccorso, dopo aver constatato le sue condizioni molto critiche, lo hanno affidato ai sanitari delle cure intensive, considerato, soprattutto, il suo stato clinico pregresso. Ma, le terapie somministrate in Rianimazione non hanno avuto l’effetto sperato e, ancora una volta, il Covid-19 ha avuto il sopravvento.

Questo è uno dei molti casi in cui l’interrogativo è d’obbligo: se il 49enne si fosse vaccinato avrebbe superato la malattia? O, addirittura, l’infezione si sarebbe manifestata con un minimo rialzo della temperatura corporea o con una semplice infiammazione delle vie nasali? Domande a cui non è semplice rispondere nel caso in cui si è di fronte ad una persona la cui debilitazione costituiva, di per sé, un ostacolo difficilmente sormontabile.

Con i ‘se’ non si fa la storia. Ma, i dubbi rimangono in tutta la loro dimensione. Il rovello ‘vaccino sì’, ‘vaccino ‘no’ dovrebbe essere fugato dalle evidenze dei molti decessi avvenuti sul territorio nazionale e nel mondo. E, nel caso del persistere di incertezze, sarebbe opportuno informarsi, in maniera approfondita, rivolgendosi a chi, come gli Scienziati, si prodiga per illustrare, nei dettagli, i ‘pro’ e i ‘contro’ dei vaccini. Che, è bene ricordarlo, hanno salvato l’umanità da molte patologie mortali o invalidanti. L’esempio più eclatante è la devastante poliomielite, eradicata, a livello planetario, grazie ai vaccini realizzati dagli Scienziati Jonas Salk e, in particolare, Albert Bruce Sabin, nella metà del Novecento.

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