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Covid, d.ssa Magnani: “Calo contagi non autorizza abbandono mascherina”

AOSTA – “Il virus non ha ridotto né la sua potenza, né, tanto meno, la sua trasmissibilità. L’attenzione deve continuare ad essere ai massimi livelli”.

Silvia Magnani, Infettivologa, Direttore della Struttura Semplice di Infettivologia dell’ospedale ‘Parini’, di Aosta, manifesta la sua preoccupazione per una realtà nazionale contestabile: “Sono allarmanti alcune esternazioni di scienziati di fama mondiale relative ai comportamenti da osservare in questo periodo. Mi riferisco, soprattutto, all’uso della mascherina che, secondo quanto sostengono, può essere tolta, considerata la situazione sanitaria meno grave. Ritengo, al contrario, – sottolinea l’Infettivologa – che questo copriviso costituisca un autentico baluardo, uno scudo per assicurare una buona protezione dalla grave infezione polmonare”.

Silvia Magnani

La consistente riduzione dei nuovi casi di contagio ha permesso alla Valle d’Aosta l’ingresso in ‘zona gialla’, garantendo una maggiore libertà di movimento, quella autonomia sottratta, a lungo, per causa di forza maggiore.

Un ‘libera tutti?’. Non proprio. “Dovrebbe essere più disciplinato – commenta la dottoressa Silvia Mangnani -. Vorrei arrivare al prossimo autunno con maggiore serenità. Anche con la continua presenza del Sars-CoV2, ma gestibile con gli stessi criteri di una qualunque malattia infettiva”.

Riporta l’attenzione sull’allarme virus, puntualizzando il ‘sacrificio’ a cui vanno incontro altre patologie. “I servizi essenziali non sono mai mancati – dichiara l’Infettivologa -. Sono stati trascurati, in ogni caso, i controlli prenotati”.

Ribadisce, quindi, l’importanza di non lasciarsi andare ad un eccesso di ottimismo. L’emergenza epidemiologica è arrivata ad un punto tale da essere molto meno pericolosa. “Le vaccinazioni dei soggetti più fragili hanno dato una vera svolta al consistente contenimento dei nuovi contagi- assicura Silvia Magnani-. Con l’arrivo dell’estate prevediamo di chiudere il reparto Covid 1, dopo il 15 giugno. In questo momento, abbiamo ancora sette pazienti in Covid 1 e uno in Terapia Intensiva. Con il termine della campagna vaccinale e una percentuale elevata di immunizzazione dei cittadini verranno ricoverati, nel reparto malattie infettive, i malati di Covid positivi, ma non gravi. Oppure, sospetti malati posti in isolamento“.

Chiude con un’osservazione emblematica di un periodo che, un quanto tale, ha avuto un inizio e avrà una fine: “Ho notato come manchi la sensibilità al sacrificio singolo. Ribadisco come piccole, quotidiane rinunce equivalgano ad una grande e sicura vittoria sulla patologia respiratoria”.

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