Press "Enter" to skip to content

Covid-19, i medici si interrogano: “Le mascherine possono provocare patologie in questa fase?”

AOSTA – Non è ancora allarme, ma è molto forte la preoccupazione dei medici di base, e non solo. L’uso prolungato delle mascherine sta diventando un rovello per gli operatori sanitari che pongono più di un quesito, visti i risultati in alcuni dei loro pazienti. “Siamo in una fase cruciale – dicono -. Continuiamo a vedere cittadini affetti da allergie, da tosse stizzosa provocate da un uso continuo di questi copriviso”.

La risposta all’interrogativo la fornisce il Professor Giulio Tarro, virologo di fama mondiale, Primario emerito del reparto di Virologia dell’ospedale ‘‘Cotugno’, di Napoli.

Le mascherine – esordisce – devono essere indossate da chi è già contagiato e dagli operatori sanitari per evitare la diffusione del virus. Il contagio in una persona sana può avvenire soltanto nei casi di contatti molto ravvicinati con chi è già stato infettato. L’OMS ha, comunque, sancito che i soggetti asintomatici trasmettono il contagio in casi molto rari”.

Il Virologo Giulio Tarro

Si premura, quindi, di sottolineare un aspetto inquietante: “La mascherina, in questa fase dell’epidemia, può diventare più pericolosa dell’infezione soprattutto per le persone anziane e per i bambini, se usata in maniera continuativa”.

Dispositivo di Protezione Individuale che, riferisce ancora il professor Tarro “può diventare un veicolo di pneumopatia da candida. Ovvero, un’infezione ai polmoni da micosi, simile ad una polmonite. La terapia? La stessa prescritta per patologie provocate da funghi.”

Tiene, poi, a sottolineare la comparsa, sempre più frequente, di infezioni allergiche e purulente sul viso causate da streptococchi e stafilococchi. “E’ la conseguenza dell’eccesso di anidride carbonica respirata da noi stessi e trattenuta dalla mascherina che non ne favorisce la fuoriuscita, come avviene nella norma – spiega il virologo –. Molte persone, a fine giornata, accusano emicrania, nausea e altre sintomatologie derivate, come è stato, ormai, appurato, dall’uso prolungato della mascherina”.

Il ‘copriviso’ diventa, a questo punto, anche materia legale e, come ricorda Giulio Tarro, la legge dello Stato italiano proibisce di celare i propri connotati quando si è in pubblico. In dubbio, pertanto, le contravvenzioni comminate dalle forze dell’ordine verso chi esce a viso scoperto. Il giudice di pace di una città capoluogo del Lazio ne ha contestata più di una “, informa il professor Tarro. Che, tra il serio e il faceto, ammette: “Io la uso per evitare questioni, il ‘braccio di ferro’ con le divise. Ma, qualora si dovesse arrivare ad una discussione, non possono sostenere che sia obbligatoria in un luogo pubblico. Consiglio, comunque, di indossarla nelle aree in cui il distanziamento sociale non può essere mantenuto”, la chiosa finale del Virologo Giulio Tarro.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram