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Covid-19: cani addestrati a riconoscere persone contagiate. Avvio nel Drive in del Campus Biomedico, di Roma

AOSTA – Può un cane riconoscere l’odore del Sars-CoV-2? E’ l’obiettivo a cui stanno lavorando medici e ricercatori del Drive in- Campus test del Policlinico Universitario Biomedico, di Roma. Verrà realizzato, per la prima volta al mondo, su un campione statistico di mille pazienti.

Entusiasta la Presidente dell’Avapa, l’Associazione Valdostana Protezione Animali, Laura Verdura: “Non avremmo alcuna remora ad offrire la massima disponibilità a collaborare con alcuni dei nostri cani, ma avremmo piacere di essere informati, in dettaglio, su questa nuova, molto interessante, modalità di individuazione precoce del virus sulle persone”.

Presidente Avapa Laura Verdura

Questa notevole innovazione, tutta italiana, avrà la durata di 6/8 settimane. I cani, informano dal Campus, vengono preparati a riconoscere il Covid-19 attraverso specifiche tecniche. Uno degli esempi più emblematici riguarda una garza, intrisa di secrezioni ascellari di un paziente affetto da Covid, racchiusa in un barattolo con griglia.

Il cane, già addestrato nel merito, viene sollecitato ad annusare questi composti organici volatili. Se riconosce l’odore, a lui già noto, si blocca, avvisando, in tal modo, della presenza del Covid nel paziente. La conferma, o meno, arriva, dopo pochi minuti, attraverso l’esecuzione di test molecolari da parte dei ricercatori. I controlli incrociati danno il responso definitivo. Se si rivela lo stesso avvertito dal cane, gli addestratori si preoccupano di premiare il ‘Fido’ scopritore con il dovuto, prelibato, bocconcino. Sì, perché per qualsiasi cane questi importanti addestramenti costituiscono uno dei tanti piacevoli giochi con compenso finale. Ma questo è un gioco salvavita.

E’, ormai, risaputo quanto sia miracoloso e infallibile l’olfatto dei cani – sottolinea Laura Verdura -.Tutti i cani, in teoria, potrebbero partecipare a questa ricerca. Ci terremmo a sapere quali razze e/o incroci si stanno dimostrando utili a riconoscere, con largo anticipo, i portatori del virus. L’équipe che opera al canile regionale sarebbe galvanizzata dal poter partecipare a questa nuova frontiera per la lotta al Covid”.

Il notevole affetto che lega ai loro ‘ospiti’ operatori e dirigenti della struttura di Regione Croix Noire induce la presidente Verdura a ricordare come, anche in questa tragedia sanitaria, i cani siano i nostri veri ‘amici a quattro zampe’.

Speriamo di ricevere, a breve – conclude – notizie rassicuranti sull’evoluzione nella ricerca di nuovi sistemi che permettano di battere sul tempo questa grave malattia. Saremo i primi a proporre alcuni dei nostri cani. Quelli che, a nostro avviso, potrebbero garantire la massima certezza nella scoperta anticipata del virus”.

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