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Coronavirus: il Papa concede indulgenza plenaria, abbracciare il Signore per riabbracciare la speranza

Ci siamo trovati “impauriti, smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata, fragili e disorientati… ma allo stesso siamo tutti chiamati a remare insieme, bisognosi di confortarci a vicenda”. È quanto detto da papa Francesco nella meditazione durante il momento di preghiera celebrato in una Piazza San Pietro deserta. “E’ venuta la sera, da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze strade e città, si sono impadronite delle nostre vie riempiendo tutto di un silenzio assordate e vuoto desolante che paralizza tutto al suo passaggio”, ha dichiarato il Papa, secondo cui questo clima si “si sente nell’aria, nei gesti negli sguardi”. “Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata”, ha sottolineato il Papa. “Ci siamo trovati fragili e disorientati e allo stesso importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, bisognosi di confortarci a vicenda”. Citando il Vangelo di Marco (4, 35-41), il Papa ha dichiarato: “Su questa barca ci siamo tutti. Tutti come quei discepoli che parlano ad una sola voce e nell’angoscia e dicono siamo perduti”.

Per il Pontefice, con “la tempesta” scatenata dal coronavirus, “è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ego, preoccupati della nostra immagine” ed è invece “rimasta scoperta l’appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci, l’appartenenza come fratelli”. Per il Papa di fronte a questa situazione è giunto il “tempo di scegliere cosa conta e cosa basta”. “Medici, infermieri, addetti ai supermercati, badanti, forze ordine, volontarie e sacerdoti, ma tanti altri che hanno compreso (in questi giorni) che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: che tutti siano una sola cosa”. Nella sua meditazione il Pontefice ha sottolineato che in questo momento occorre “trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti si possano sentire chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, fraternità, solidarietà”. Infine il papa ha aggiunto: “Occorre abbracciare il Signore per riabbracciare la speranza, ecco la fede che libera dalla paura”.

La preghiera di questa sera ha previsto anche l’adorazione del Santissimo Sacramento, con il quale al termine il Pontefice ha impartito la Benedizione Urbi et Orbi, con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria a chi ha seguito a distanza la funzione. Il Pontefice ha invitato tutti a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, per ascoltare la Parola di Dio, elevare una supplica in questo tempo di prova e adorare il Santissimo Sacramento. Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana sono stati collocati l’immagine della Vergine Salus Populi Romani e il Crocifisso di San Marcello, l’antico Crocifisso miracoloso – che fece fermare la pestilenza a Roma nel XVI secolo – davanti al quale Papa Francesco si era già inginocchiato la scorsa settimana nella chiesa di San Marcello al Corso. Al termine della preghiera papa Francesco ha tenuto una meditazione. Dall’inizio della pandemia, il Vaticano ha predisposto la sospensione delle messe e delle celebrazioni pubbliche. Dal 7 marzo scorso il tradizionale Angelus domenicale e l’udienza generale del mercoledì non si tengono più in Piazza San Pietro, ma in video dalla Biblioteca del Palazzo apostolico. Il 10 marzo scorso è stata, inoltre, decisa la chiusura della Basilica di San Pietro ai turisti fino al 3 aprile.

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