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Conto alla rovescia per il ‘fine mascherina’ all’aperto. Rimane nei luoghi chiusi

AOSTA – Due giorni soltanto separano i cittadini italiani dal termine dell’uso della mascherina nei luoghi aperti. Rimane inalterato l’obbligo negli ambienti chiusi.

Da venerdì 11 febbraio, si ritorna ad una delle libertà più attese. Il consistente, continuo calo dei contagi da Covid-19 ha convinto il Governo Draghi a sottoscrivere questo misura di allentamento delle restrizioni.

Lo ‘stop’ ad uno degli obblighi più rigidi, assunti nei due anni di pandemia, è stato anticipato, la scorsa settimana, dal Sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Una ripresa delle uscite a viso scoperto che incontra il consenso di Virologi, Infettivologi, Scienziati italiani, super conosciuti, ormai, a livello mondiale.

L’abolizione delle mascherine all’aperto è definita “un ottimo segnale”, dal Professor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica Malattie Infettive, del San Martino, di Genova. “Piano, piano si sta usando il buon senso. Ma serve un’accelerazione anche su altre limitazioni. Come quella della capienza degli stadi”.

Andrea Crisanti, Microbiologo dell’Università, di Padova, sottolinea: “Questa fase è caratterizzata da una elevata protezione della popolazione. I casi sono in calo, la trasmissione è diminuita. La maggior parte delle persone è vaccinata o guarita. Bisogna dare alla gente la possibilità di riprendere la propria vita sociale, mantenendo i controlli”.

Fabrizio Pregliasco, Virologo, docente della ‘Statale’, di Milano, commenta: “Un fatto atteso e necessario che va verso la normalizzazione. All’aperto non c’è questo grande rischio di contagio. E l’obbligo della mascherina era una norma di passaggio. Ci sta che ora possiamo toglierla. Facciamolo con attenzione e prudenza”.

Raccomandazioni mirate e allargate alla permanenza dell’uso di questo dispositivo di protezione individuale negli ambienti chiusi. Tutti sono a conoscenza di come i virus circolino, con massima frequenza, nei luoghi privi di una sufficiente aerazione. Non a caso, la classe medico-scientifica caldeggia, con insistenza, l’utilizzo della mascherina in spazi ristretti, dove è facilitato l’assembramento e, quindi, un notevole rischio di contagio.

Ad oggi, non è stata comunicata la data di un ‘liberatutti’ dalla mascherina in aree chiuse. Da quanto annuncia Costa non dovrebbe essere così’ remota. Ma, ancora una volta, la decisione dipenderà anche dal comportamento responsabile delle persone.

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