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Cocaina, Psichiatra Di Carlo: “E’ la droga del fine settimana fra i giovani”

AOSTA – Cocaina e giovani: binomio che, in Valle d’Aosta, non spopola come in altre Regioni; si presenta, tuttavia, come un fenomeno dilagante, nei week end, nelle fasce di età adolescenziale e giovanile.

Il costo consistente ne frena l’uso abituale, trasformandolo in saltuario – spiega Gerardo Di Carlo, Psichiatra, responsabile del Serd -. Nella fascia di età 14/25 anni sono pochissimi in carico al Servizio. Meno di una decina. I giovani – sottolinea – sono, in genere, poliassuntori. Rari i monoassuntori. Gli adolescenti, poi, prediligono la cannabis unita a sostanze alcoliche e, quando capita, a stupefacenti.”.

Gerardo Di Carlo

L’identikit di questa sostanza, rullo compressore del cervello, si presenta come una realtà non dilagante fra i giovani di casa nostra.

Ma, qual’é il vero problema relazionato all’uso o all’abuso? “Nella fase di neurosviluppo cerebrale non ancora ultimato – spiega lo psichiatra – l’assunzione di cocaina altera il cervello in termini più consistenti, sconvolgendone il naturale sviluppo, con conseguenze comportamentali a lungo termine”.

La gran parte dei giovani non ammette di essere vittima di un problema molto serio; pensano di assumere la ‘neve’ come sorta di semplice divertimento fra amici. La percezione non è così avvertita e, quindi, stentano a rivolgersi ai Servizi.

Chiedono l’aiuto del Serd quando la situazione diventa ingestibile – puntualizza Gerardo Di Carlo -. Oppure, quando vengono consigliati dalle Forze dell’ordine o dalle assistenti sociali. La sfida di noi operatori si concentra nel favorire motivazioni al cambiamento. Convertire, cioè un’imposizione in piena consapevolezza di avere un grave problema da risolvere”.

La pandemia ha acuito lo stress, originando l’effetto abuso. La cocaina, considerata la droga collegata al senso di onnipotenza, di superiorità, alla prestanza, ad una interazione sociale di primo piano.

E’ una sostanza che impatta su questi obiettivi – informa lo psichiatra -. In realtà, diventa una ‘gabbia cerebrale’ che perturba le funzioni cerebrali, trasformando l’assuntore in una sorta di automa, alla ricerca ossessiva della sostanza. La percentuale di consumatori abituali? Impossibile da decifrare. L’età oscilla dai 19 ai 60 anni”, conclude Gerardo Di Carlo.

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